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Anche battere la tastiera del computer, dopo 5 ore, fa venire fame!

Il pranzo in ufficio deve perciò riuscire a saziare senza appesantire, pena uno spiacevole effetto siesta nel pomeriggio.

Il primo trucco è affidarsi alla consolidata triade cereali – proteine – vitamine.

Ci sono sere (onore a chi è in grado di prepararsi la schiscetta la mattina stessa, io a malapena riesco a ricordare come mi chiamo) in cui ci si riesce a ritagliare un po’ più di tempo: via libera allora a insalate di pasta o cereali (meglio se integrali, che grazie alle fibre – tra le altre cose – aumentano il senso di sazietà), omelette e frittate, zuppe e vellutate, polpette vegetali, hummus, quiche.

Nelle giornate più pigre invece si può decidere di agguantare semplicemente un vasetto di tonno (che sia quello buono!), del formaggio fresco, della bresaola o dei carpacci affumicati di pesce; fondamentale aggiungervi verdure a volontà, cotte o crude, per conferire freschezza al menu e gratificare la vista con volume e colore.

 

Bento-Box

So di essere impopolare ma dico “no” ai nudi e crudi avanzi della sera prima; per me rimangono il modo migliore per far naufragare ogni buona intenzione di déjeuner-à-porter.

Meglio piuttosto riutilizzare solo parte del menu, pensando anche a lungo termine: le preparazioni finite possono essere surgelate e scongelate in seguito, cereali e verdure lesse possono essere consumate anche due giorni dopo, reinventando mix appetitosi che non danno spazio alla monotonia.

Per le bevande, l’ideale è buttarsi su acqua minerali, centrifugati, spremute o tè freddo non zuccherato; da evitare le bevande gasate, ad alto rischio effetto mongolfiera.

E bere, bere, bere! L’aria degli uffici è spesso secca e inoltre la sedentarietà non combatte certo la ritenzione idrica, ahinoi.

Fondamentale è il ruolo degli spuntini, da prevedersi a metà mattinata e metà pomeriggio.

Per chi è dotato di frigorifero le scelte migliori sono lo yogurt (bianco intero, per me è la scelta migliore: in quelli magri alla frutta si sprecano gli zuccheri e l’indice di sazietà è notevolmente più basso) e frutta / verdura fresca, meglio se già tagliata, per vincere l’effetto pigrizia; chi invece ne è sprovvisto, può ripiegare su piccoli quantitativi di frutta secca al naturale, barrette di cereali senza zuccheri aggiunti o succhi 100% frutta.

 

takeaway_fruit

 

Altri piccoli tips:

  • innanzitutto, mai saltare la colazione: è la prima accortezza per riuscire a consumare un pasto che sia davvero equilibrato, diverse ore dopo
  • apparecchiare! Una tovaglietta di stoffa graziosa, posate di alluminio: no alla plastica, che sa tanto di provvisorio (anche l’ambiente ringrazierà)
  • usare i condimenti a crudo procurandosi le dosi monouso o, ancora meglio, acquistandoli in sharing con i colleghi
  • pranzo è anche sinonimo di pausa: vietatissimo guardare il pc e meglio mangiare in compagnia. Chiacchiere e relax riducono la velocità di masticazione
  • nei limiti del possibile, è carino evitare cibi dall’odore troppo invadente, che possano infastidire i commensali (specialmente se l’ambiente in cui si pranza non è diviso da quello in cui poi si lavorerà).

Per chi preferisce mangiare fuori, tra le opzioni migliori il tanto amato giapponese (la tempura però riserviamola al weekend), secondi piatti di carne o pesce alla griglia, insalate – occhio però ai condimenti – ma anche piadine di qualità, preparate senza strutto e farcite con salumi magri, formaggi leggeri come caprino o feta e verdure grigliate.

In entrambi i casi, vale la regola dello strappo: concedersi una pizza o un piatto di bucatini in compagnia, meglio se in mezzo alla settimana, non danneggerà certo la bilancia, il portafoglio o gli esami del sangue!

 

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