Pepite per Tutti - Lifestyle WebMagazine

A Milano siamo autorizzati a pensare ancora al Carnevale. Sarà infatti questo fine settimana che la città si popolerà di carri, maschere e gare di costumi, trasformando il porfido in un fitto pavè di variopinti coriandoli.
Se a dire il vero è già da qualche settimana che vi lasciate conquistare da chiacchiere e tortelli, e preferireste dare temporaneamente un taglio alle fritture continuando però a festeggiare, abbiamo la soluzione: vi portiamo oggi alla scoperta di tre dolci di Carnevale regionali tipici meno noti ma credetemi, golosissimi!

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Partiamo dal migliaccio, dolce di Carnevale della tradizione campana, a base di semolino e ricotta.
A livello di sapore e consistenza, ricorda il ripieno della sfogliatella napoletana, decisamente sul mio podio personale in ambito dolci.

La ricetta: in un pentolino si porta al punto di ebollizione un litro di latte con la scorza di metà arancia, si versano quindi 250 gr di semolino lentamente mescolando con una frusta e sciogliendo ogni grumo. Si aggiungono 30 gr di burro a pezzetti continuando a mescolare e, quando il composto si stacca facilmente dalle pareti, si toglie il pentolino dal fuoco e si lascia raffreddare.
A parte si montano 6 uova con 250 gr di zucchero, un pizzico di sale, vanillina e aroma al rum. Si aggiungono 400 gr di ricotta (meglio se di pecora) sempre mescolando con l’aiuto delle fruste elettriche.
Si incorpora anche il semolino e si mescola bene.
Si versa l’impasto in una tortiera da 24 cm rivestita con carta da forno, spolverando con zucchero di canna la superficie. Si cuoce a 180°C per circa un’ora o finché il dolce non sarà dorato.

 

Ci spostiamo in Toscana per assaggiare la schiacciata fiorentina, tipica della città di Firenze e patrimonio gastronomico locale tanto prezioso da aver istituito da alcuni anni un concorso che ne elegge la più buona; di forma rigorosamente rettangolare, questa torta semplice viene servita con una spolverata di zucchero a velo a forma di giglio, il simbolo della città.

La ricetta: si lavorano con un cucchiaio 50 gr di burro ammorbidito e 170 gr di zucchero. Si aggiungono due uova e un pizzico di sale e si mescola con le fruste elettriche; si versano 220 gr di farina, una bustina di lievito per dolci, la scorza grattugiata di metà arancia. A questo punto si uniscono 90 ml di latte e si mescola per creare un composto uniforme.
Si trasferisce tutto in una teglia rettangolare foderata di carta da forno e si cuoce a 175 °C per circa 25-30 minuti.
A piacere, si farcisce con crema pasticcera o panna montata.

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Chiudiamo con la cicerchiata di Carnevale, un dolce di cui molte regioni si contendono le origini. Se ne possono trovare diverse versioni in Umbria, Abruzzo, Marche e Molise ed è simile ai più noti struffoli napoletani.
Qui facciamo una innocente deroga alla nostra pausa detox dalle frutture: si tratta infatti di palline di pasta fritta, ricoperte di miele e poste una accanto all’altra fino a formare una ciambella.

La ricetta: si crea l’impasto con 400 gr di farina, tre uova, un dl di vino bianco, un dl di olio EVO, la scorza grattugiata di mezzo limone bio e 40 gr di zucchero.
Si forma una palla e la si lascia a temperatura ambiente per circa mezz’ora, avvolta nella pellicola trasparente.
Si prelevano dall’impasto dei pezzetti e con le mani si creano delle palline, da friggere in olio di semi bollente. Si scolano e si lasciano raffreddare.
Si sciolgono a fuoco basso 400 gr di miele insieme a un paio di cucchiai d’acqua. Si versano quindi le palline e 100 gr di canditi, mescolando piano e cuocendo ancora qualche minuto.
Per dare la forma a ciambella, si versa il tutto in uno stampo unto di olio e si crea compattezza con il dorso di un cucchiaio.

Margherita

Margherita Daverio, alias Cannella e Confetti. Classe ’84, vive a Milano dove lavora come PR.
Adora le perle e i cammei, le tovaglie della nonna e le acconciature anni ’30, tanto che a volte ha la sensazione di essere nata in un’epoca sbagliata.
Metereopatica e freddolosa, tollera l’inverno solo come conditio sine qua non per la neve e il Natale (che le scorre nelle vene 365 giorni all’anno).
Sognatrice ad occhi aperti ed eccessiva negli affetti, non potrebbe mai rinunciare alla famiglia, allo zucchero e ai suoi capelli lunghi.
Dal 2013 porta cuore e cucina nel foodblog www.cannellaeconfetti.ifood.it.

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