IL VINAIO | Pepite per Tutti
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‘Tre cuori in un nòcciolo’ era il modo preferito da mia nonna per dire che lei, mio nonno e mia mamma, componevano sì una famiglia poco numerosa, ma molto più che unita: un famiglia fatta da tre persone che, in realtà, erano un tutt’uno l’una con l’altro.

Io non so se la cosa sia ereditaria, mi auguro di sì, ma in ogni caso, anche per me, mio papà e mia mamma, vale la stessa cosa.

Che poi il nòcciolo sia di una pesca o di un’albicocca poco importa.

Noi tre siamo stati fatti per stare insieme (mio papà direbbe: ‘Andiamo bene!‘). Mi spiego.

Sono sicurissima, infatti, di essere stata un angioletto così furbo da essermi scelta personalmente i genitori, ancora prima di essere tra i loro pensieri.

 

E non solo ho scelto persone che amo per un ovvio legame familiare, ma anche un uomo e una donna con cui mi diverto, con cui discuto e parlo, persone che io vorrei avere accanto anche se non fossero i miei genitori. Vivendo lontana da loro, le cene a tre assumono un sapore importantissimo per me, mi fanno sentire ancora ‘figlia‘, protetta e completamente ‘me stessa’.

L’altra sera c’è stata una di queste cene per festeggiare il compleanno di mia mamma, la quale, tra parentesi, si è perfino dimenticata di ordinare la sua torta di compleanno, vabbè…

 

Quale posto migliore per starcene vicini vicini a chiacchierare e punzecchiarci un po’ se non Il Vinaio? Con il suo ambiente raccolto, le due salette chiare nei toni del panna e del crema scaldate dal legno del parquet, è un posticino perfetto per una cenetta rilassata e piacevole.

Al bancone cesti di mandarini e ciambelline ‘cicciottelle’ da inzuppare nel vino, sui tavoli delicate tovaglie con fiori di lavanda illuminati dalle luci soffuse delle decorazioni del Natale.

Una piccola credenza bianca stile anni 50 custodisce liquori e digestivi e le maioliche immacolate dietro al bancone sono piene di dediche e pensieri sul vino 🙂

L’atmosfera è dolce e calda, pochi mobili, pochi orpelli, tutto è al suo posto, tutto contribuisce a scaldare il cuore, piatti di un vecchio servizio appesi alla parete e musica compresi.

 

 

 

Il menù, che arriva su un piccolo quadernino scritto a mano, apre con uova al tegamino al tartufo, cicoria con fave, fiori di zucca fritti e il celebre carpaccio  di melanzane crude, in assoluto il mio preferito: leggero ma saporito, insolito ma di sicura riuscita.

Buonissimi anche i crostini alla crema di fagioli, alla salsiccia e mozzarella, patè e pomodoro (pane abbrustolito al punto giusto).

 

Tra i primi, ciriole al tartufo, maltagliati fave guanciale e pecorino o il classico cacio e pepe.

Chi approda al secondo, non può prescindere dalla tagliata del Vinaio, sale grosso, rosmarino e triangoli di polenta gialla: una goduria!

 

Alternative altrettanto buone le polpettine pomodoro e basilico, la scamorza al tartufo, il filetto di maiale al gorgonzola e il polpettone con patate.

Sapori classici, robusti ma non invasivi. Tutto buono.

Per noi niente dolci (alla fine mamma ha preso al volo una torta in pasticceria), ma tra quelli del giorno ricordo il soufflè al cioccolato e lo sformatino di mele.

 

E mentre ce ne andiamo a braccetto sotto la pioggia, papà accende il sigaro e mamma apre l’ombrello, arriva altra gente alla spicciolata, pronta a godersi buon cibo e un’atmosfera speciale.

 

 

 

DOVE:

Il Vinaio,
Corso Cavour 22
05100 Terni

0744 423912

https://www.facebook.com/people/Il-Vinaio-Terni/100000500737338

 

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