LANZAROTE A TAVOLA | Pepite per Tutti
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Le vacanze sono finite da meno di un mese o giú di lí, eppure confesso di sentirmi già ‘color Milano‘ ovvero di un tenue grigino tendente al beige, un ‘greige‘ direbbe Armani.
Di contro, alcune buone abitudini continuo a tenermele strette nonostante l’incalzare sfrenato dell’autunno, se non climatico, quanto meno quello ‘da calendario’.
Esempio: sto continuando a nuotare, non in mezzo ai pesci come vi raccontavo qui, ma in piscina e se non altro evito la pigrizia (credetemi, per me é già un risultato).
O ancora, sto imparando a mangiare bene. Intendiamoci, mai stata fan del junk food, ma in questi ultimi mesi ammetto di essere stata piú occupata a nutrirmi di quello che il poco tempo a disposizione mi permetteva di preparare, che di quello di cui avevo voglia.
A Lanzarote ho riscoperto il piacere dei ritmi dilatati tipici del luogo e conseguentemente, anche il sapore di quello che ho assaggiato, provato, apprezzato.
Ok, ma cosa ho mangiato? Veniamo al punto.
Al contrario di quanto si possa pensare per un’isola, i veri piatti tipici non sono a base di pesce, che ovviamente non manca ma non é un must, bensì a base di mojo, una salsa spicy e deliziosa che é praticamente onnipresente nonchè ‘onnipiccante‘.
Pesce fritto o alla griglia, carne arrosto e verdure saltate sono solitamente accompagnati da mojo verde o rosso.
Il primo é a base di coriandolo e prezzemolo (ma a volte puó capitare che nasconda anche una notevole dose di aglio), il mojo rojo invece deve il suo colore all’aggiunta di peperoncino.
La salsa é ottima anche sul formaggio locale, el conejero,  anche se spesso troverete el majorero, che arriva dalla vicina Fuerteventura e che a noi é piaciuto di piú.
Lo troverete in versione tapas (in certi casi sono cosí sostanziose da essere un vero e proprio pasto) condito con olio e gofio.
Go-che? Gofio, una farina integrale tostata usata negli stufati e nelle zuppe come la ropa vieja (a base di verdure, patate e carne) o usata come farina nei pudding.
Altro piatto immancabile (ve le servono praticamente con tutto) sono le papas arrugadas, letteralmente ‘le patate rugose’, ovvero patate novelle cotte con la buccia in acqua molto, ma molto salata, per far sì che si ricoprano di uno strato croccante e… rugoso appunto 🙂
Solitamente le troverete come accompagnamento di altri piatti o anche da sole….ovviamente in compagnia del mojo.


Prima di darvi qualche indicazione sui posti in cui avventurarvi…e altri da cui stare alla larga, parliamo dei dessert e delle bevande: noi abbiamo mangiato diverse volte, apprezzandolo sempre, il bienmesabe, preparato con mandorle, biscotti tritati e sciroppo, servito con gelato.
Molto dolce sicuramente, ma buono. Esiste una versione al cioccolato, ma non abbiamo osato tanto 🙂

Il gofio diventa l’ingrediente principale di alcuni dolci come il frangollo o di pudding dolci: da La Era ho mangiato un pudding alla banana che mi ha fatto mandare giù, da solo, circa 3000 calorie di pura felicità.
I vini locali sono ottimi, frizzanti, secchi e bianchi, ricavati dall’uva malvasia.
La Valle di Geria, che tra l’altro sembra il deserto del Sahara, curiosamente é la terra eletta per la produzione di Malvasia. La Bodega El Grifo é considerata la piú famosa delle Canarie per la vendita e la degustazione di vino locale.
Immancabile, a fine pasto, un sorso (a cui ne seguiranno molti altri) di ronmiel, rum al miele, ricavato da un ingrediente unico tipico delle Canarie: la linfa delle palme che si raccoglie a La Gomena.

Veniamo alle segnalazioni su alcuni posti che abbiamo provato durante le nostre soste culinarie: il miglior tapas bar che abbiamo provato é indubbiamente il TJs Caribbean Bar a Puerto del Carmen con porzioni decisamente abbondanti: gamberi all’aglio da 10 e lode. Prezzi nella media ma con 3 tapas a testa ci si sfama abbondantemente.

 


Ristorante molto bello con vista sul mare e camerieri simpatici é El Almacèn de la Sal, a Playa Blanca: come dice il nome, una volta magazzino del sale, serve piatti tipici con un occhio alla cucina internazionale (niente papas arrugadas).
Esperienza da dimenticare quella provata a La Era, ristorante-fattoria di una bellezza innegabile, a Yaiza.
Forse la scelta dei piatti non é stata la migliore (il mio pesce spada alla piastra é arrivato immerso in una sorta di zuppa al pomodoro e peperoni), ma i dolci erano ottimi davvero e il ristorante é cosí bello che meriterebbe un’altra chance, sicuramente.
Torniamo a Puerto del Carmen per consigliarvi un ristorante messicano (eh mica potevamo sempre mangiare ‘comida tipica’) molto carino, informale ma buonissimo: Emma’s Cantina.


Chi vi scrive non ama il cibo messicano alla follia, ma il mio gazpacho rivisitato (con gamberi e avocado) era meraviglioso, cosí come le pacha papas, patate riempite di carne e formaggio gratinato.
‘na botta non indifferente, ma insomma, la vacanza é vacanza.
Durante il mercato della domenica, ma anche in settimana, vi consigliamo assolutamente la Cantina Teguise: un ristorante famoso per i taglieri tipici ma anche per i piatti che propone e serve con grande attenzione anche nella presentazione.
Noi abbiamo provato la Tabla Canaria con formaggio di Teguise, olive, gofio, chorizo, papas arrugadas e pimientos padron.
Ottimo.


A cena la scelta é vasta e ottima, dal burger servito con salse piccanti agli spiedini di pollo fino ad arrivare al dolce: sorbetto al fico servito con pezzi di cioccolato fondente.
Mentre vi scrivo, mi sta venendo fame.
Ricapitolando: chi tiene alla linea, non vada a Lanzarote, chi tiene alla vita (non al giro vita…) vada a godersi i piaceri di una delle isole piú belle delle Canarie.

 

DOVE:

Lanzarote, Canarie

Cantina Teguise, Teguise

http://cantinateguise.com/

La Era, Yaiza

http://www.laera.com/

Almacen de la Sal, Playa Blanca

http://www.almacendelasal.com/

Emma’s Cantina, Playa del Carmen

http://www.emmascantina.com/

 El Grifo

http://www.elgrifo.com/en

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