QUI FOOD - LA MERENDA DI QUANDO ERAVAMO PICCOLI | Pepite per Tutti
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Per noi giovani ai tempi del Crystal Ball, di Mila e Shiro, delle collezioni di schede telefoniche e del Festivalbar, era un’istituzione; l’intervallo a scuola o la pausa compiti del pomeriggio, religiosamente alle ore 16.00 in contemporanea al cartone animato di punta del momento, erano allietati necessariamente da lei: la merenda.

Nelle cartelle o sulle tavole di noi ragazzini, Mulino Bianco la faceva da padrona con:

  • i Tegolini e Soldini, piccole dosi di cioccolato corroboranti.
  • i Baiocchi, ancora in pacchetti da 6, che – diciamocelo – tre sono troppo pochi.
  • le Crostatine, che nessuno di noi ha mai avuto l’onore di mangiare intere.
  • i Flauti, e tralasciamo la proporzione della farcitura tra packaging e realtà.
  • i Palicao, da sciogliere nel latte o mangiare come ciliegie.

 

Altri snack amarcord, dolci o salati, da accompagnare a un classico Billy all’arancia erano:

  • i Picnic Break, grissini con crema alla nocciola in proporzione assolutamente non adeguata che costringevano a rosicchiarne tre quarti per poi intingervi avidamente solo gli ultimi due rimasti.
  • i wafer Loacker (anche in versione tortina) o gli Hurrà.
  • i Tuc e i Tuc Fun, versione estiva con forme a tema marino.
  • le schiacciatine, in versione classica o al rosmarino, per i più trasgressivi alla pizzaiola.
  • i Rio Mare snack, non meglio precisati patè di pesce da spalmare sul pancarrè.
  • i Formaggini Tigre o Babybel, calcio pret-à-porter.
  • le patatine, scelte rigorosamente in base alla sorpresa (quante “manine” appiccicate sui muri di casa, per la gioia delle mamme).
  • le sigarette di cioccolato, per sentirsi grandi, e i Mikado.
  • la Girella e lo YoYo, entrambi da mangiare con poca decenza, separandoli o srotolandoli senza pudore.
  • i Ciocorì e Biancorì (mi stupisco di avere ancora tutti i denti al loro posto).

 

Passando a opzioni più genuine (ma non per questo meno caloriche!), non possiamo non annoverare le accoppiate pane, burro e marmellata o pane, burro e zucchero. Al solo ripensare allo spessore di quello strato bianco oggi potrei svenire.

E che dire della botta di vita rappresentata da una tazza di super sostanzioso uovo sbattuto con lo zucchero? Magari con aggiunta di cacao (o Nesquik), una vera e propria iniezione di energia, come se da bambini avessimo bisogno di altro argento vivo addosso.

 

Nei periodi più caldi dell’anno ci si dava anche ai gelati. E così, via libera a:

  • i Calippo, anche in versione shots (alla faccia della cucina molecolare), e il fac simile da congelare a casa, i Polaretti (quanto erano nauseabondi? Parliamone).
  • il Liuk, con lo stecco di liquirizia che rimaneva irrecuperabilmente appiccicato alla carta.
  • il Cucciolone, con le sue barzellette dal discutibile spasso.
  • il fragoloso Piedone, disponibile anche nella versione con l’alluce intinto nel cioccolato.
  • il recentemente riesumato Winner Taco.
  • il Camillino, il Croccante e gli altri ricoperti di cioccolato, da sezionare più che da mangiare.
  • la buccia di limone e il guscio di cocco ripieni, da ordinare rigorosamente in pizzeria.

 

 

In questo revival zuccherino non possiamo certo tralasciare snack e caramelle:

  • i Frizzi Pazzi, bustine ad alto tasso chimico di una polvere che scoppiettava in bocca.
  • i Push pop – a pensarci bene una cosa raccapricciante – grossi lecca-lecca inseriti in un contenitore di plastica che permetteva di sbiascicarli a rate.
  • gli Zigulì, capaci di rendere attraente anche accompagnare la mamma in farmacia.
  • le Big Babol ,nei gusti più improbabili, dal classico panna e fragola al gusto anguria, pesca, cola e lemon, banana, uva e addirittura panna e cacao.
  • le gomma da masticare Tubble gum, in tubetto e Hubba Bubba, arrotolata in una lunga striscia rosa.

E poi ancora i Tabu, gli Smarties, le Fruittella, le Polo, le Fruit Joy che tutti ci sforzavamo di non masticare, rese ancora più popolari perché scenografia di un gioco trasmesso nel programma televisivo Bim Bum Bam, le Mentos e le epiche Goleador in versione liquirizia, cola o frutta (ditemi che quando le vedete in tabaccheria non vi scatta la lacrimuccia!).

Un’ultima menzione d’onore va agli ovetti Kinder e soprattutto alle relative sterminate collezioni di sorprese disposte a prender polvere sulle mensole dei nostri lettini: le Tartallegre, gli Happypotami, i Coccodritti e i Coccobulli, i Pingui Beach, i Panda Party, gli Squalibabà, gli Happy Dinos ecc ecc.

 

Sorprese Kinder

 

Credits immagini:

dissapore.com

mulinobianco.it

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