Pepite per Tutti - Lifestyle WebMagazine

Avete presente quell’immagine famosa di Mafalda che, spettinata e contrariata più del solito, cammina sconsolata dicendo: ‘Fermate il Mondo voglio scendere‘?.

Beh a me questa frase viene in mente spesso ultimamente, perchè a dire il vero, questa opzione mi verrebbe abbondantemente in soccorso se, nel telecomando della vita (chissà mai se esiste davvero e noi non ce ne rendiamo conto), ci fosse l’opzione ‘stand by’.

Fermarsi per riflettere, per prendere fiato, per guardarsi intorno, per guardarsi dentro, per riposarsi, per prendersi una pausa dagli altri, dal lavoro, dalle pressioni, dalle richieste a cui sembra di non riuscire mai a dare risposta.

Per prendersi una pausa… a volte anche da sè stessi, se fosse possibile.

Probabilmente è questa la molla che è scattata in Katia e Paola, due amiche con percorsi diversi ma carriere affermate lontane dall’Italia che, resosi conto che la vita non può essere fatta solo di staff meeting e scadenze, hanno deciso di aprire un locale che è molto di più di un locale: è una porta che accompagna dolcemente chi la oltrepassa in una dimensione sospesa tra un’epoca lontana, ma familiare e un piccolo sogno fatto di tempo da donare alle persone, ma anche alle cose che si ama fare.

 

Pause ci accoglie con un piccolo bancone di legno bianco con un porta dolci di vetro trasparente da cui si intravede una crostata di crema e more invitante e lontana anni luce da quelle preconfezionate, sfornate in chissà quale laboratorio ‘chimico’.

In sottofondo, musica rilassante e tanti tavolini che sembrano scovati chissà dove, chissà quando, ma pronti ad accogliere chiunque abbia voglia di sedersi e chiacchierare con Paola, che inizia a raccontarci della sua storia e della sua amicizia con Katia, sua compagnia delle superiori.

Oltre ad una selezione di piatti del giorno che vanno dai carpacci di pesce, taglieri e torte salate per un light lunch, Pause apre alle 8,30 per confortare gli assonnati avventori con una bella tazza di caffè, broche fragranti, panini salati e un sano yogurt con muesli.

La sera, aperitivo a base di Spritz (provate quello con lo Zucca), di Pastis, di birre artigianali, di sidro, o di ‘bibite’ di una volta come la spuma, il ginger o la cola naturale Baladin.

Da Pause non troverete il cocktail del momento, quello con i coloranti e tanto zucchero, ma se preferite la qualità alla quantità, allora siete nel posto giusto.

 

 

Nel retro, un piccolo spazio dedicato all’abbigliamento, deliziosi abiti che Paola scova in Giappone e che esponeva all’Elita Sunday Park prima di iniziare l’avventura con Katia. Anche le scarpe, su disegno di Paola, sono realizzate a mano.

Alle pareti le installazioni di Chiara Belloni, giovane artista milanese che, venerdì 20 Aprile, presterà le sue carte per esporre le creazioni retrò di Armando Flora.

 

Per l’occasione Pause organizzerà un aperitivo con Karmachina DJSet dalle 19,30 in poi: una festa retrò chic in occasione della settimana del design, lontano dalla calca e dalla fiumana tipica del weekend del FuoriSalone: niente di più lontano dal concept di Pause, dove ragazze che conoscono la storia di Paola e Katia vanno a chiedere consigli per vivere e lavorare all’estero, dove le persone hanno voglia di trovare un momento di complicità, di piccola gratificazione e di relax.

 

Di Pause han già scritto in tanti e molto bene, non siamo certo i primi, ma abbiamo voluto lo stesso dedicare una pepita ad un locale, ad un concept, ad un’avventura che sentiamo molto vicina a noi perchè ci sembra un ottimo esempio per ritrovare la voglia, la speranza e la forza di rischiare e di provare a fare qualcosa che si ama, senza la paura di perdere quello che ormai ci va stretto.

 

Che ci sia d’insegnamento. A chi vi scrive, per prima.

🙂

 

 

DOVE:

Pause

Via Federico Ozanam, 7 Milano (zona Buenos Aires, fermata MM Lima)

Tel: 0239521611

www.pausemilano.com

info@pausemilano.com

Pause su facebook

 

 

 

 

 

 

Ilaria

Ilaria, segno zodiacale Leone, classe 1980, cresciuta in Umbria a suon di Mila e Shiro e Soldini del Mulino Bianco, si fa adottare da Milano e dai tramonti dei Navigli, di cui si innamora durante un tormentato master in Bocconi.
Ama Andrea, Domitilla e Susina, ma anche la pasta frolla, il rossetto rosso, lo yogurt greco, la bossanova, i fiori di zucca fritti, l’Islanda e il Giappone. Le piace mettere insieme le persone e i progetti, è tenace e non molla mai.

Motto: We shall never surrender (cit. Winston Churchill).

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