ITINERARI IN BICICLETTA + TAPPE GOLOSE | Pepite per Tutti
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A Milano i ciclisti sono più pericolosi e spericolati dei tanti vituperati motociclisti e scooteristi che sfrecciano nel traffico all’ora di punta. I ciclisti metropolitani sono i peggiori e ne esistono davvero per tutti i gusti: da quelli che circondano i pantaloni attorno alle caviglie con gli elastici per non infangarsi tra una pedalata e l’altra, quelli con tanto di cestino di vimini e corona di fiori finti intrecciati tutt’intorno, quelli che in una bici sola caricano due/tre figli, cane e borse della spesa e quelli che si incastrano con le ruote lungo i binari del tram in piena via Torino.
Quest’ultima sarei io, se prendessi la bicicletta più spesso di quello che faccio e senza la vigile pazienza di Andrea che manca poco decida di riapplicarmi le mini ruote che di solito si mettono ai bambini alle prime armi.

Ma questa è un’altra storia.

Dicevamo, Milano, biciclette. Gli itinerari per chi nel weekend ha voglia di farsi un bel giretto dentro e fuori città sono molteplici, perfetti sia per chi è abituato al traffico e ha voglia di rilassarsi, sia per chi invece è totalmente imbranato (eccomi!) e ha bisogno di impratichirsi senza rischiare la vita.

IN BICI SUI NAVIGLI

Lungo i Navigli è possibile trovare tre ciclovie: quella del Naviglio Grande, quella del Naviglio Pavese e quello della Martesana. I percorsi ciclabili possono essere alternati a quelli col trasporto pubblico per percorrere dei tratti in treno o in metropolitana con bici al seguito.

Quella del Naviglio Grande è una ciclovia che parte dalla Darsena, passa per il Vicolo dei Lavandai, arriva fino alla deliziosa Chiesa di San Cristoforo e procede verso Trezzano fino a Gaggiano, dove la ciclovia prosegue sull’altra sponda del naviglio fino ad Abbiategrasso.

Chiesa di San Cristoforo - Crediti: www.chiesasancristoforo.it/

Chiesa di San Cristoforo – Crediti: www.chiesasancristoforo.it/

Tra una pedalata e l’altra vi consigliamo di andare a prendervi un bel gelato alla Gelateria della Musica in via Pestalozzi. Un gusto su tutti: ricotta con olio d’oliva extravergine ai profumi di Sicilia.

La ciclovia della Martesana invece inizia in pieno centro cittadino a partire da via Melchiorre Gioia e arriva fino all’Adda e consente di arrivare a nord della città a Cassina dè Pomm, davanti ad un giardino molto carino in cui poter sostare per riprendere fiato.

Pedalando lungo il Naviglio trovate una piccola rotonda con ciò che resta di villa Angelica, ormai distrutta e poco oltre i vecchi opifici abbandonati.

Ciclovia delle Groane: da Viale Fulvio Testi o da Viale Suzzani è possibile attraversare il Parco Nord Milano e oltrepassare l’autostrada utilizzando la passerella posta ad ovest dell’aeroporto di Bresso, per scendere nel villaggio di Milanino, interessante intervento urbanistico dei primi del Novecento.

Da lì, attraversate Cormano e superate la Cormasina per raggiungere Villa Arconati, splendida.

DA PORTA ROMANA ALL’ABBAZIA DI CHIARAVALLE

Una ciclabile pressochè ininterrotta collega Porta Romana fino alla suggestiva Chiaravalle. Pochissimo tempo e circa cinque kilometri per partire dal centro della città e ritrovarsi totalmente immersi nel silenzio e nella quiete di Chiaravalle.

Abbazia di Chiaravalle - Crediti: http://it.wikipedia.org/

Abbazia di Chiaravalle – Crediti: http://it.wikipedia.org/

Mentre andate, prendetevi un bel gelato nella vecchia gelateria artigianale di via Gamboloita in zona Corvetto, la coppia che lo gestisce prepara anche uno yogurt buonissimo.

Rimettetevi in cammino e superato Corvetto, passate per il parco della Vettabbia, fate una piccola sosta al laghetto e poi pedalate fino all’imponente costruzione dell’Abbazia, respirando il profumo dei glicini che circondano le case in primavera.

E se arrivate per l’ora di pranzo, fermatevi a mangiare Al Laghett oppure alla Locanda di Chiaravalle, tanto al rientro smaltirete tutto.

Al Laghett - Crediti: www.allaghett.it

Al Laghett – Crediti: www.allaghett.it

Locanda di Chiaravalle - Crediti: locandachiaravalle.it

Locanda di Chiaravalle – Crediti: locandachiaravalle.it

 

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