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QUI MILANO – IL MOSTO SELVATICO

Il Mosto Selvatico è uno di quei posti dove si respira un’aria profumata, dolce e accogliente

il mosto selvatico2Ci sono dei posti che nascono per essere speciali.

Posti dove si respira un’aria profumata, dolce, accogliente. Posti dove i colori, i sapori e le luci sembrano essersi presi per mano in un girotondo piacevole di sensazioni gentili. Il Mosto Selvatico è uno di questi posti, più unico che raro, con la sua atmosfera aristocratica ma non altezzosa, intima ma leggera, romantica senza calcare la mano.

I toni color lavanda delle pareti vengono illuminati da tante luci soffuse, ovattando piacevolmente ogni tavolo senza isolarlo dal contesto: piatti bianchi appesi come fossero quadri, sedie e divani candidi intorno ai tavoli per cenare, alzatine color panna, tutto suggerisce eleganza naturale, nessuna forzatura.

Così come le proposte del menù, stagionale e gustoso.

Nicola Colella, chef ed attuale proprietario del locale, si aggira tra i tavoli salutando ospiti abituali e nuove conoscenze; dalla cucina propone un menù degustazione a base di tartufo bianchetto con flan di cardi gobbi e mousse di parmigiano e tartufo e battuta di fassona con grana e tartufo solo per farvi un esempio.

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Le proposte del menù iniziano con antipasti delicati prevalentemente di pesce come le capesante gratinate con crema di zucca, amaretti e pinoli tostati, calamaretto farcito con radicchio rosso e granella di pistacchi, ma anche fiori di zucca ripieni di stracciatella e scampetti di Mazara.

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Tra uno sguardo complice, un sorso di prosecco e uno sguardo curioso all’ambiente curato dall’architetto Angelo Garini, arriva il momento di scegliere i primi: gnocchi di patate e barbabietole con gamberi rossi e polpa di riccio, vellutata di carciofi con capasanta dorata e scaglie di tartufo (buonissima!) o fili di pasta nera con julienne di seppioline e menta.

Arriva il momento dei secondi: dai gamberi steccati con guanciale di Norcia e chips dorate, al trancio di baccalà con crema di ceci al rosmarino e battuta di pomodorini secchi, fino al filetto di tonno scottato con granella di pistacchi di Bronte in salsa di capperi.

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Una cucina creativa ma non eccentrica, sapori delicati e ben mixati, una carta dei vini che copre tutta la penisola e dolci fatti in casa semplici ma buonissimi. Noi abbiamo optato per il tiramisù, delicato e cremoso in porzione generosa (come tutti gli altri piatti, del resto).

Cantucci con il caffè, la serata volge al termine, fuori la città sembra ancora più grigia e fredda se paragonata al tenue lavanda delle pareti e alla dolcezza della luce che scalda Il Mosto Selvatico.

Bene. Sarà un’ottima scusa per tornarci presto.

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DOVE:

Il Mosto Selvatico

Via Cesare da Sesto, 13  20123 Milano

Tel. 02 89406172

ristoranteilmostoselvatico@yahoo.it

 

Ilaria
Ilaria

Ilaria, segno zodiacale Leone, classe 1980, cresciuta in Umbria a suon di Mila e Shiro e Soldini del Mulino Bianco, si fa adottare da Milano e dai tramonti dei Navigli, di cui si innamora durante un tormentato master in Bocconi.
Ama Andrea, Domitilla e Susina, ma anche la pasta frolla, il rossetto rosso, lo yogurt greco, la bossanova, i fiori di zucca fritti, l’Islanda e il Giappone. Le piace mettere insieme le persone e i progetti, è tenace e non molla mai.

Motto: We shall never surrender (cit. Winston Churchill).

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