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QUI MILANO – MAIDO: LO STREET FOOD DI OSAKA

Di Micol e Costanza vi abbiamo già raccontato un paio di anni fa, quando il loro Hambistro aveva aperto da poco i battenti affacciandosi su via Savona e non era ancora diventato il must e la meta fissa di clienti affezionati innamorati del tiramisù scomposto o delle proposte di hamburger sempre stuzzicanti.

E allora non avremmo mai immaginato di tornare a parlarvi di loro stavolta per raccontarvi di come, quasi per caso, abbiano deciso di aprire proprio nella stessa via del loro amatissimo primo locale, anche un fratello giapponese. Eh sì perché Maido, piccolo ma già grandissimo locale dedicato allo street food giapponese, nasce un po’ per caso e un po’ per destino.
Dalle chiacchiere con l’amica giapponese (e poi anche socia) Tomoko e da un viaggio ‘folgorante’ a Londra, parte l’idea di aprire un angolo di gusto in cui far conoscere agli Italiani l’okonomiyaki, preparazione tipica di Osaka ma abbastanza poco nota qui da noi.

Per chi si stesse chiedendo cosa sia un okonomiyaki facciamo subito una premessa: non potrete non amarlo all’istante quando vi dirò che Marrabbio, il papà nel cartone (molto Eighties) Kiss Me Licia, aveva un locale in cui cucinava proprio okonomiyaki sulla piastra rovente, brontolando contro Mirko col ciuffo rosso o Satomi che era un capellone (con la chioma viola, ma vabbè, andiamo avanti).
E se vi ricordate bene, quel ciccione del gatto Giuliano ne andava pazzo.

Già solo per questo va dato per scontato che sia un piatto da leccarsi i baffi.

Si vabbè, ma di cosa stiamo parlando? L’okonomiyaki altro non è che una pastella composta da uova, farina e fettine di verza, cotta sulla piastra (teppan) personalizzabile con gli ingredienti disponibili nel menù.
Qualche esempio? Pancetta o gamberi, spinaci e formaggio, kimuchi piccante con pancetta o gamberi o formaggio.
Tutti guarniti con salsa okonomi, maionese giapponese (più leggera), fiocchi di alga e scaglie sottilissime di bonito essiccato che con il calore si muovono.

L’okonomiyaki è il piatto di punta di questo piccolo locale che ricorda molto i ristorantini giapponesi in cui abbiamo assaggiato i piatti migliori del nostro viaggio in terra nipponica, ma nel menù ci sono molte altre proposte stuzzicanti: yakisoba e yakiudon con gamberi o pancetta o verdure, fino al rice burger Hambistro, la versione orientale dell’hamburger con fettine di manzo marinato o straccetti di pollo in salsa teriaky tra due fette di…. riso alla piastra al posto del pane.
Davvero da provare!!

E per finire in bellezza, i dessert: dai daifuku mochi, bon bon di farina di riso che sono buonissimi, al yukimi daifuku, mochi con cuore di gelato.
Immancabile il celebre tiramisù destrutturato ma in versione tè verde fino ai dorayaki, i dolcetti preferiti di Doraemon: due pancakes con cuore di anko, quella ‘marmellata’ dolce ricavata dai fagioli azuki che chi vi scrive avrebbe mangiato a tutte le ore quando era a Kyoto.

Quando andrete a mangiare ‘la pizza giapponese’ come è a volte chiamato l’okonomiyaki, non vi sarà difficile trovare tanti giapponesi seduti a mangiare onighiri in attesa del piatto principale: in una città piena di all you can eat giappo-cinesi, Maido rappresenta un po’ quello che per un italiano potrebbe essere la parmigiana di melanzane in Kazakistan.
Un miracolo di gusto e di tradizione.

E per noi italiani così abituati a mangiare California maki, scoprire gusti e piatti fino ad ora visti solo nei cartoni animati ha un doppio beneficio: quello del gusto, ma anche quello di tornare un po’ bambini.

Grazie Maido! Domo arigatou!

 

DOVE:
Maido
Via Savona 15, Milano
Tel 02 39 43 4027
www.maido-milano.it
email: info@maido-milano.it
instagram.com/maido_milano

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Ilaria
Ilaria

Ilaria, segno zodiacale Leone, classe 1980, cresciuta in Umbria a suon di Mila e Shiro e Soldini del Mulino Bianco, si fa adottare da Milano e dai tramonti dei Navigli, di cui si innamora durante un tormentato master in Bocconi.
Ama Andrea, Domitilla e Susina, ma anche la pasta frolla, il rossetto rosso, lo yogurt greco, la bossanova, i fiori di zucca fritti, l’Islanda e il Giappone. Le piace mettere insieme le persone e i progetti, è tenace e non molla mai.

Motto: We shall never surrender (cit. Winston Churchill).

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