QUI VIAGGI: CORSICA A 360 GRADI | Pepite per Tutti
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Qualsiasi località appaia selvaggia e naturale diventa una possibile meta per un buon viaggio.

La Corsica a 360 gradi è molto di più: dal dito puntato verso Genova alle contaminazioni sarde del meridione, si intrecciano storia antica e recente di pirati e dominatori, di fortezze scolpite nella natura tra montagne e coste frastagliate.

In una settimana di viaggio è quasi un tour de force, ma il motto è che per apprezzare davvero una destinazione sia necessario esplorarla il più possibile, cercando di godersi ogni differenza tra le tappe.

1° giorno: BASTIA – PORTO VECCHIO

Dopo 7 ore di traghetto, da Genova si giunge a Bastia, non ci si ferma un secondo e si punta dritto a Porto Vecchio per la prima tappa del giro orario dell’Isola.

Da Bastia verso Sud si percorrono un paio di ore su strade in mezzo alla campagna, da cui il mare si intravede a malapena.

A Porto Vecchio finalmente si concretizza il prototipo di territorio cittadino caratteristico della Corsica: golfo o insenatura marina in cui si racchiude la rocca con la cittadella, storica – risale al 1500-, modaiola e intricata di vicoli con ristoranti, bar e pub. Lasciarsi coinvolgere dall’interno delle mura consente di entrare in contatto anche con i Corsi (ad esempio alla Taverne du Roi si ascolta dal vivo musica locale), ma affacciarsi oltre offre un panorama impagabile sulla zona marina della città.

2° giorno: BONIFACIO E SPIAGGIA DI PALOMBAGGIA

Da Porto Vecchio verso Bonifacio una tappa in spiaggia è d’obbligo: comincia l’imbarazzo della scelta! In qualsiasi negozio di souvenir si trovano cartoline con la celebre spiaggia di Santa Giulia, per cui il timore di trovarla affollata ci fa preferire la spiaggia di Palombaggia, addirittura accessibile quasi via auto! La spiaggia bianca è costeggiata da un bosco di pini e ad agosto è ovviamente molto affollata, ma il mare è davvero cristallino.

Per arrivare a Bonifacio si può percorrere un tratto di costa con panorami meravigliosi e l’arrivo si dipinge con tutta la sua maestosità: Bonifacio è in assoluto la città che abbiamo preferito in Corsica. Ci sono 3 chilometri di mura che racchiudono la cittadella, 70 metri sul mare, in origine copia in miniatura di Genova popolata da liguri, intrisa di vicoli e botteghe in cui si respira un pò di storia. Ma Bonifacio è anche mare e rotta privilegiata del Mediterraneo verso sud, per questo scelta come rocca primaria dei genovesi.

Per apprezzare pienamente la città è assolutamente necessario fare un giro sulle barche della Promenade en mer per ammirare i fiordi di calcare bianco su cui sorge la città, entrare nelle grotte e ammirare l’equilibrio tra natura e urbanistica.

3° giorno: SARTENE E SITO DI FILITOSA

Dalla punta sud dell’isola per risalire  si può esplorare l’entroterra invece di proseguire sul tratto costiero, e fermarsi a Sartene che si dice sia “la città più corsa per i corsi”. Pur non avendo una cittadella – perché non si erge sul mare (quindi non doveva difendersi dalle incursioni dei pirati) – Sartene conserva un centro storico in pietra pieno di fascino, assolutamente da visitare.

Per immergersi nel Neolitico si può visitare anche il sito archeologico di Filitosa, immerso tra le colline boscose, rappresenta uno dei più grandi siti megalitici in Europa (1.200 A.C.) con le statue menhir scolpite con visi umani.

4° giorno:SPIAGGIA DI SANTANA E SAGONE

Proseguendo sulla costa Occidentale, dopo Ajaccio prima di addentrarsi nella Riserva di Scandola ci si può fermare a riprendere fiato nel Golfo di Sagone.

Si tratta di un piccolo paese accerchiato da alcune spiagge rilassanti tra cui si può scegliere quella di Santana, in cui la notte di Ferragosto ci sono dei gradevoli fuochi d’artificio. Come in molte altre località ci si può dilettare facendo surf, e se si sceglie di soggiornare nel campeggio cittadino si può praticare sport direttamente all’interno del camping, tra uliveti e colline. Intrattenersi è facile e gustare i salumi e i formaggi locali è d’obbligo per assaporare davvero la Corsica.

5° giorno: CALANQUES DE PIANA E CALVI

Per arrivare a Calvi si attraversa uno dei Patrimoni Naturali dell’Unesco presenti in Corsica: le spettacolari Calanques di Piana.

Il viaggio in auto è impegnativo, si tratta di quasi 12 km di curve e tornanti su strade strette a picco sul mare, ma l’arrivo intorno a queste forme geologiche di granito rosso è meraviglioso. Il consiglio è di trovare un parcheggio – sicuramente ostico – e di addentrarsi in uno dei percorsi di trekking segnalati: vedrete dei panorami mozzafiato senza fare una fatica immane (il dislivello massimo è di 400 metri). Vi perderete ad interpretare le forme rocciose che sono note per raffigurare forme animali, in primis la testa di cane.

Non c’è da temere alla fine della strada c’è un bar ristorante (ovviamente molto panoramico!) in cui sostare almeno per un quarto d’ora per godere della magia del posto.

Per arrivare a Calvi mancano ancora 85 km: arrivati nella baia si scorge subito la classica cittadella genovese circondata da mura. Passeggiando per la città invece si potrebbe avere la sensazione di essere in Costa Azzurra più che in Corsica. C’è l’imbarazzo della scelta per mangiare – anche Paella – e fare shopping…a cifre con tanti zeri ovviamente!

6°-7° giorno: SPIAGGE DI JUNQUIDOU, LOTU E SALECCIA

Prima di lasciare l’isola non si può evitare di fermarsi nel tratto di costa del Désert des Agriates. L’area racchiude alcune delle spiagge irraggiungibili dell’isola, solo via mare o con i taxi 4×4…o con ore di camminata sotto il sole.

Da Calvi la prima spiaggia che decidiamo di esplorare è quella di Ghjunchitu, con una splendida spiaggia di sabbia bianca e la possibilità di camminare un’oretta in mezzo alla natura per ammirare anche la spiaggia di Bodri. Il bello di queste due spiagge è che non sono affollate di barche e yacht che arrivano quasi a riva…sono sufficienti le persone a riempire la spiaggia, ma in mare ci si sente liberi verso l’orizzonte!

Dopo una valutazione attenta, per giungere alle famosissime Lotu e Saleccia decidiamo di evitare di trascorrere 1 ora su un 4×4 e optiamo per un traghetto da San Fiorenzo che in 20 minuti ci conduce nella meravigliosa Lotu per un tempo massimo di 6 ore. La spiaggia è assolutamente caraibica e inevitabilmente affollatissima. Il suggerimento è di impiegare un paio d’ore per andare a vedere anche Saleccia anche se personalmente la ritengo troppo estesa e con gli attracchi troppo in prossimità dei bagnanti… de gustibus! i sentieri di collegamento in mezzo alla macchia mediterranea sono davvero intriganti.

L’arrivo a Bastia per il rientro in Italia potrebbe non essere degno di nota… non c’è una cittadella, solo tanti turisti in attesa di imbarcarsi o in procinto di cominciare le vacanze!.

Per concludere la Corsica offre un mare ed entroterra meravigliosi, non è una meta economica e non ha una popolazione locale che spicca per l’accoglienza, ma davanti alla gratuità di tanta natura il turismo non può che essere rigoglioso!

BUON VIAGGIO

MAPPA DEL TOUR

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