NON SOLO SUSHI - PICCOLA GUIDA FOODIE AL GIAPPONE | Pepite per Tutti
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Quando quella santa di Cristina che ci ha organizzato gli spostamenti in Giappone ci ha chiesto il motivo per cui volessimo trascorrere il viaggio di nozze in Sol Levante, è rimasta stupita dalla nostra risposta: ‘Ci affascina il mix tra una cultura millenaria e l’innovazione tecnologica che da sempre fa del Giappone un paese all’avanguardia’ (beh magari glielo abbiamo detto in maniera meno forbita).

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E il perché di tanto stupore, ce l’ha rivelato subito: la classica risposta a quel tipo di domanda solitamente è: ‘Perchè ci piace il sushi‘.

Tu vai in Giappone sperando di mangiare i California maki? Eh no eh!

Teribbbile. Tu vai in Giappone sperando di mangiare i California maki? Eh no eh! Vabbè, ma de gustibus a parte, è vero che in Giappone si mangi sushi e sashimi (noi abbiamo mangiato dell’ottimo tonno crudo, in barba ad allarmismi nucleari e quant’altro), ma è anche vero che solo gli SIOCCHI possono pensare di trovare solo quello.

Ecchè noi italiani mangiamo solo pizza e pasta? Vabbè, quindi basta stereotipi nipponici e via con una mini carrellata di esperimenti culinari da Pepite, più o meno riusciti.

 

Per chi non lo sapesse, va detto subito che in molti ristoranti giapponesi, ordinare è come dare i numeri del Super Enalotto: tu speri di aver azzeccato, ma fino all’ultimo non ne hai mai la sicurezza. Tranne per alcune rarità che hanno doppio menù anche in inglese, a meno che non andiate a mangiare in posti very chic e rinunciate alle trattorie jap fino al midollo (che noi invece vi consigliamo), tenetevi pronti ad ordinare previa occhiatina alle vetrine dalle quali spiccano plastici riproduzioni delle pietanze proposte dal posto.

Bruttarelli a dirla tutta. Quindi, noi abbiamo deciso di cavarcela così:

  • andando a mangiare dove vedevamo solo giapponesi intenti a tirare su ramen dalle bacchette.
  • sperimentando il più possibile.
  • divertendoci ad ordinare consapevoli di non aver completamente chiara la situazione.

Andando in ordine cronologico di assaggio, il primissimo esperimento è stato quello del gelato a Kyoto. Embè, direte voi, capirai che esperimento. Eh no cari miei. Sto parlando di questo gelato qui:

Gelato

 

Gelato al tè verde e vaniglia, creme fraiche (o panna semi-montata molto poco dolce), gelatine al tè verde, ça vans sa dire, e mini mochi (che vedremo più avanti) gustato nel quartiere di Gion dove troverete diverse gelaterie a proporvelo, a due passi dal Kenninji Temple. Al primo cucchiaio mi sono chiesta perchè io, italiana, dovessi mangiare il gelato in Giappone. Al secondo ho iniziato ad apprezzarne la dolcezza non stucchevole. Al terzo mi sono fatta sorprendere dal mochi e dalle gelatine. Al ventesimo l’ho finito, vista la porzione ‘importante’ 🙂 Comunque, da provare mettendo da parte Gromm e mille altri sapori familiari.

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Sempre per restare in tema ‘dolce’ va subito detto che le abitudini alimentari del Sol Levante non comprendono burro, zucchero, cioccolato e che torte, pasticcini e donuts sono entrati a far parte della loro cultura gastronimica allo stesso modo in cui la globalità permette a noi di mangiare kebab e sushi. Certo, troverete Starbucks in cui prendere cinnamon rolls e tè verde (rigorosamente senza zucchero ma con latte di soia e gelatine), ma difficilmente mangerete una brioche. A meno che non troviate delle patisserie ad hoc, come quella La Patisserie des Reves, dello chef pasticcere Philippe Conticini, nel quartiere storico di Kyoto, di fronte al ryokan Motonago.

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Una delizia per gli occhi e un ottimo strappo alla regola per trovare un po’ d’Europa anche in una delle zone più suggestive della città giapponese che personalmente, adoro. Sempre in tema di dolci, sicuramente troverete i daifuku, piccoli mochi ripieni di anko, pasta di fagioli azuki dolcificata che a me piace moltissimo perchè ricorda molto vagamente il sapore della Nutella.

Sempre percorrendo le stradine del quartiere storico, quelle che vi porteranno allo spettacolo notturno del tempio di Kiyomizu-dera, troverete tantissime proposte di street food interessantem come i mitarashi dango, gnocchi giapponesi ben impilati su spiedini di bambù, conditi con il mitarashi, appunto, ovvero sciroppo ricavato dalla salsa di soia, zucchero e amido.

Mitarashi Dango

Io li ho tentati anche rotolati nella polvere di tè verde servita con sakè caldo, ma me ne sono pentita e se tornassi prenderei la versione classica. Altre botteghine ci hanno tentato con il profumo dei kushikatsu, spiedini fritti di pollo, maiale, verdure o polpo pastellato, assolutamente da non perdere. A Kyoto, lungo Shijo Street, la via dello shopping, troverete Kushihachi ottima scelta se volete assaggiare queste specialità non poco caloriche ma davvero gustose.

Sempre lungo le stradine del centro storico troverete la pasticceria Malebranche famosa per i suoi dolci particolari e i suoi package bellissimi da regalare e da regalarsi. La specialità sono i cha no ka, sottilissime ‘lingue di gatto’ al tè koicha con una sfoglia di cioccolato bianco goloso al centro. Troverete poi biscotti colorati dalle forme diverse e tutte invitanti.

Malebranche

Andrea si è innamorato del curry bread, specialità fritte e ripiene che io però ammetto di non aver assaggiato.

Sempre restando a Kyoto vi consigliamo uno dei migliori posti per gustare dei gyoza (ravioli) doc: Sen Mon Ten, un locale davvero microscopico dove vi consigliamo di mangiare al bancone (se troverete posto) per poter osservare la cottura dei gyoza e cercare di parlare (o esprimervi a gesti) con i proprietari, simpatici e alla mano. La variante al formaggio è un po’ una contaminazione della ricetta tradizionale ma vale la pena provarla lo stesso. Buoni, croccanti fuori e morbidi dentro con un ripieno di carne saporito e gustoso. Unica avvertenza, cercate di evitare la zona fumatori, sembra davvero di stare dentro ad un portacenere!

A Takayama, dove abbiamo fatto davvero una toccata e fuga, non perdete il manzo di Hida, buono esattamente come quello di Kobe, tenerissimo. Molto consigliata anche la soba, piatto diffuso in tutto il Giappone ma che a Takayama è ottimo davvero per la qualità della pasta di grano saraceno. Provate anche le piccole botteghe sparse un po’ ovnuque nelle vie centrali della città, troverete ottimi Omi Beef Croquette (crocchette di carne mixate con patate e cipolle e fritte) o dei panini ripieni di zucca, altri vegetali o carne, a seconda dei vostri gusti. Noi siamo stati da Gyuman, ma ho almeno una foto da mostrarvi prima che spazzolassimo tutto:

Omi Beef Croquette

Lasciata Takayama in cui abbiamo deciso di lasciare un pezzettino di cuore per avere poi una buona scusa per tornare a prendercelo prima possibile, siamo approdati a Tokyo.

Come tutte le grandi (grandissime) città, Tokyo offre molte moltissime possibilità per la ristorazione e siamo stati davvero poco per darvi una panoramica abbastanza esaustiva del possibile percorso gastronomico. Per cui faremo una lista ‘alla pepite’ segnalandovi il carinissimo ristorante Napoli Panda Burger all’interno del parco di Ueno (da visitare assolutamente, specialmente nella stagione della fioritura dei ciliegi – hanami). Dal gelato all’hambuger fino all’insalata, tutto, ma proprio tutto sarà a forma di panda e voi vi divertirete come dei bambini.


panda burger

Consigliatissimo l’Aoyama Flower Market dove assaggiare un tè profumatissimo ai fiori o un drink preparato con acqua di rose e anche Toraya che prepara degli ottimi wagashi, dolci a base di zucchero di canna, farina di riso e fagioli azuki, spesso offerti durante la cerimonia del tè.

Non perdete Listz nel quartiere di Asakusa, un Internet shop delizioso con delle ciambelle altrettanto deliziose. A Tokyo ahimè ero malatissima e nonostante abbia girato la città dal mattino presto fino a notte, non me la sono sentita di fare l’alzataccia per andare al grande mercato del pesce, Tsukiji, non molto distante dal quartiere dello shopping, Ginza area. Andate all’alba, senza tacchi, senza far foto, senza fumare e pronti a fare colazione con pesce crudo freschissimo.

Eh sì, un’altra cosa da dire è che la tipica colazione giapponese non comprende nè dolce nè caffè, ma uova crude, tofu appena fatto, pesce essiccato, riso bianco (che vi serviranno anche accanto alla soba) e naturalmente tè verde.

Solitamente quasi tutti i locali offrono gratuitamente tè verde e acqua naturale. Una cortesia non da poco. Non siamo stati molto ‘alcolici’ in questa vacanza, ma non ci siamo fatti sfuggire il sakè (che in Giappone vuol dire bevanda alcolica e che può esistere in diverse proposte) Il nostro era shochu, ovvero vino preparato con canna da zucchero.

Eccoci qua. Le nostre food pepite sul Giappone terminano qua, per ora ovviamente. Se avete suggerimenti, domande o correzioni per noi, scriveteci qui o a ilaria@pepitepertutti.it

Grazie e arigatò gozaimasu!

 

2 Risposte

  1. car insurance quote

    Podem mastigar 5 golos! Hehe quero ver qual vai ser a desculpa desta vez.Para a próxima nem com entrada gratuita os meninos universitários vão ver o jogo.

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  2. http://www.rockfordrealestategroup.com/

    Non avevo visto "Lifeforce" ma dopo la segnalazione di Paolo vado subito a vederlo.Sono molto dispiaciuto per Eric Woolfson; L'Alan Parson's Project è un gruppo veramente meraviglioso fra i miei preferiti, autore di canzoni memorabili.Buon Natale a tutti e soprattutto a Paolo, che in tutto quest'anno ci ha divertito, istruito, fatto giocare, indignare,…

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