QUI VIAGGI - INNAMORARSI DI SINGAPORE | Pepite per Tutti
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Come arrivarci, cosa vedere, cosa mangiare, perché innamorarsene.

Singapore

Partire per Singapore significa lasciarsi alle spalle, anche se solo per una settimana, la propria quotidianità, per immergersi in una realtà sorprendente, in cui convivono tre anime: quella di origine cinese, quella con radici indiane e quella malay.

Tre culture che si incontrano nell’orgoglio dei singaporiani, giustamente fieri di appartenere alla Repubblica di Singapore e  instancabili e sorridenti artefici dell’inarrestabile ascesa della città negli ultimi decenni.

 

COME ARRIVARE

Io ho volato con Singapore Airlines, non semplicemente la compagnia di bandiera ma un vero e proprio ambasciatore della Repubblica di Singapore nel Mondo. Vi ho già parlato QUI dei valori di SIA e della filosofia secondo cui i passeggeri sono delle persone e non dei biglietti aerei; inutile dire che 13 ore di volo sono lunghe da passare ma che volare con Singapore Airlines le ha rese invece una vacanza nella vacanza.

La business class è innegabilmente una vera e propria coccola per i passeggeri, ma le soluzioni tra cui scegliere sono diverse: accanto all’Economy (che offre comunque spazio per potersi muovere comodamente e un ottimo menù) c’è la Premium Economy Class (che offre uno spazio di movimento maggiore). La business class (che vedete nella foto) permette al passeggero di dormire comodamente sdraiato come se fosse in una vera e propria camera in volo. Per alcune tratte invece è stata pensata la Suite, uno spazio esclusivo e molto premium (per i voli da Zurigo e Londra).

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Durante il soggiorno a Singapore abbiamo visitato il SIA Training Center dove i futuri membri del personale di bordo vengono formati per poter accogliere, assistere e aiutare i passeggeri, fronteggiando qualsiasi situazione e trovando sempre la soluzione migliore per ogni desiderio o esigenza durante il volo.

Io sono rimasta sinceramente colpita dalla professionalità, la serietà, l’attenzione ad ogni particolare e il sorriso sempre pronto di chiunque abbia incontrato: dai trainees ai responsabili della loro formazione o della comunicazione.

 

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Volare con Singapore Airlines è un’esperienza che non solo vale la pena provare almeno una volta nella vita, ma possibilmente ripetere il prima possibile.

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DOVE DORMIRE

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Noi abbiamo dormito accanto al quartiere cinese, nell’hotel Parkroyal on Pickering: bellissimo e moderno, con una colazione che farebbe sognare chiunque e con una piscina che offre una vista meravigliosa sulla città.

 

COSA VISITARE

Singapore

Il tour è stato organizzato da Singapore Tourism Board e ci ha permesso davvero di poter vedere e vivere tutti i touch points più significativi e suggestivi della città.

Gardens by the bay: nel cuore della città, a due passi dal Marina Bay Sands, edificio simbolo di Singapore che adesso ospita un albergo prestigioso, un centro commerciale, il Museo di Arte e Scienza e molto altro.

I giardini sono sicuramente una delle cose più spettacolari di Singapore: non perdete lo spettacolo che illumina i Supertrees che raggiungono i 25 e 50 metri d’altezza, ma anche il coloratissimo Flower Dome e la spettacolare cascata di 35 metri all’interno della Cloud Forest.

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Quartiere Cinese: creato nel i primi anni del XIX secolo per i coloni cinesi che si trasferirono a Singapore, è un tripudio di colori, locali alla moda e ristorantini, botteghine per comprare souvenir e il tempio dedicato a Buddah che vedete nelle foto, dove entrare per ascoltare la preghiera dei monaci è davvero suggestivo.

Quartiere Cinese

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Quartiere arabo: o Kampong Glam, una delle primissime zone abitate di Singapore. Passate per Arab Street e fatevi tentare dai minuscoli negozi in cui fare acquisti o fermatevi a bere un caffè nei tantissimi bar e ristoranti che incontrerete per la via.

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Little India: un vero e proprio arcobaleno di profumi, dai fiori freschi pronti per diventare ghirlande da indossare attorno al collo alla frutta matura. Little India è bastoncini di incenso che bruciano e negozi in cui comprare pashmine e abiti coloratissimi o gioielli.

Il giardino botanico: con una sezione speciale dedicata alle orchidee di tutti i generi e i colori. Visitarlo per bene richiede tempo, ma anche se riuscite a ritagliarvi un paio d’ore non resterete delusi.

Consigliatissimo.

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Marina Bay e il Parco MerLion: se cercate lo scenario più fotografato di tutta la città allora dovete andare a farvi un giro a Marina Bay. Per farlo potete anche affittare un e-scooter, un monopattino elettrico, è veloce e pratico.

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Evitatelo se, come la sottoscritta, sapete a malapena andare in bicicletta.

E ricordatevi di scattare una foto ai MerLion, animali simbolo della città, metà sirene e metà leoni.

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COSA MANGIARE

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La cucina singaporiana è piuttosto sostanziosa, profumatissima, speziata e piccante; se non amate mangiare hot però non preoccupatevi perchè in moltissimi casi la presenza del latte o dello zucchero di cocco dà morbidezza e gentilezza alle preparazioni, rendendole adatte anche a chi alla parola ‘chili’ ha un sussulto.

Qui i piatti tipici che secondo me vale la pena assaggiare:

Laksa: non potete andare a Singapore senza asseggiare il laksa, un piatto unico composto da spaghetti di grano o vermicelli di riso serviti in una zuppa a base di latte di cocco al curry, arricchiti con pollo o tofu, gamberi o fishcake, germogli di soia e uova sode.

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Noi abbiamo (quasi) imparato a cucinarlo a casa di Roqxana, aka The Cookery Magic che organizza cooking class nella sua deliziosa casa, insegnando con pazienza e tantissimo entusiasmo i piatti tipici della cucina Peranakan.

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Se andate a Singapore vale la pena prenotare una lezione privata o di gruppo con lei, vi divertirete un mondo e mangerete davvero bene. Sempre da Roqxana abbiamo imparato a preparare un’altra piatto tipico del posto: il satay.

Satay: spiedini di pollo marinati e cotti alla griglia, serviti con salsa di arachidi e riso. Grigliare a Singapore è un po’ come accendere un fuoco all’inferno, ma come si dice in questi casi, ne è valsa la pena.

Nasi Lemak: riso profumatissimo malese cotto nel latte di cocco e foglie di pandano, da accompagnare con legumi (fagioli), carne o uova fritte e altre verdure. Il più buono in assoluto lo abbiamo mangiato da The Coconut Club nel quartiere cinese, un locale piccolo e abbastanza spartano ma con una bella atmosfera, perfetto per una bella tavolata tra amici che hanno voglia di mangiare bene e chiacchierare in modo informale. Se assaggerete il coconut rice una volta, statene certi, lo ordinerete almeno una seconda.

Nasi Lemak

Se volete assaggiare invece il coconut rice con pollo più buono di Singapore, andate da Hawker Chan Lio Fan, sempre nel quartiere cinese: il suo pollo alla soia gli ha valso una stella Michelìn, una fila per ordinare (ma gli ordini vanno piuttosto velocemente) e un piatto tipico, semplice e che molti dicono sia il migliore del posto. Personalmente non ho perso la testa, ma vale indubbiamente la pena provarlo (e resterete sorpresi da come una stella Michelìn possa essere così a buon prezzo!).

Sempre a proposito di ristoranti stellati, vale la pena prenotare un tavolo da Corner House, all’interno del giardino botanico: lì il giovane chef Jason Tan vi condurrà attraverso un percorso gastronomico straordinario anche grazie ad un menù a quattro mani in collaborazione con Andreas Caminada, chef celebre del ristorante svizzero Schauenstein Schloss, pluripremiato per essere il ristorante più sostenibile al mondo.

Singapore

Veranda del Corner House all’interno del giardino botanico di Singapore.

All’interno della Galleria Nazionale, fermatevi a provare la cucina della chef e critica gastronomica Violet Oon: ottimo il menù e i cocktail, pazzeschi i dessert, location elegantissima in total black and white, molto decò e molto instagrammabile (che sappiamo non essere mai una cosa da sottovalutare – lol).

Se siete dalle parti di Marina Bay invece andate a provare No Sign Board Seafood: pare che l’aragosta sia fantastica (dico pare perchè io non la mangio) così come gli altri piatti a base di pesce.

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Quando viaggio mi piace sempre provare i mercati del posto in cui mi trovo: se andate al Mercato Tiong Bahru sarete letteralmente immersi in una babele di profumi e colori dei mille chioschetti aperti che propongono cucina cinese, indiana, thai e malese. Io ho bevuto un frullato di avocado che era la fine del mondo e scelto un riso saltato all’ananas nel chioschetto tailandese. Se siete tra quelli che si formalizzano facilmente e non amano lo street food lasciate stare, o al massimo venite a farvi un giro per osservare e bere un’acqua di cocco, ne vale comunque la pena.

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Singapore

Quest’anno Singapore è stata la protagonista di un evento a tema food importantissimo: The World 50’s Best Restaurants che,  ad ogni edizione premia chef e ristoranti provenienti da tutto il mondo: un onore e un piacere partecipare ad una serata in cui l’eccellenza nel campo gastronomico si è mixata a temi importanti come la sensibilizzazione sullo spreco di cibo, sul sostegno nei confronti di chi ha bisogno di una mano in più, l’importanza del lavoro di team e l’ecosostenibilità.

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BERE QUALCOSA

Noi abbiamo avuto la fortuna di avere accesso al Ce la Vi la celebre terrazza vista skyline del Marina Bay Sand Hotel: perfetto per lasciarsi portar via il respiro dalle luci di Singapore, ascoltare musica, fare due chiacchiere in una location davvero esclusiva.

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Se invece cercate qualcosa di più easy allora provate Operation Dagger, un secret bar sotterraneo considerato tra i 50 migliori bar al Mondo. I cocktail sono fantastici e se siete indecisi sul menù, il bar tender vi saprà consigliare con alcune proposte create su misura per i vostri gusti.

COSE DA FARE (ASSOLUTAMENTE)

Farsi fare un bel massaggio.

E non c’è bisogno di cercare un centro massaggi lussuoso perchè qualsiasi piccolo negozio troverete sulla vostra strada sarà quello giusto: non fatevi spaventare dall’aria poco premium e provate le mani sapienti di chi (quasi tutti uomini) saprà come farvi piangere prima (se non fa male non è fatto bene – così dicono) ma scioglierà tensioni e dolori vari, poi.

Il costo è democraticissimo (un’ora di massaggio circa 15-20 €), non si prenota, si soffre un pochino ma poi se ne diventa dipendenti. Le mie gambe e i miei piedi mi hanno ringraziato subito dopo e non hanno sofferto serate passate sui tacchi a spillo dopo aver camminato praticamente tutto il giorno.

Andare a vedere un tramonto sull’isola di Sentosa.

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Un vero e proprio piccolo paradiso dove riposarsi, fare sport (anche estremi), mangiare e bere qualcosa godendosi un cielo rosa come quello che vedete in foto. Se state a Singapore per più di qualche giorno ne vale sicuramente la pena per una mezza giornata.

Scoprire la cultura Peranakan.

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E farsi conquistare completamente dalla gentilezza di Alvin che vive con sua mamma nella sua casa-museo The Intan.

Resterete totalmente conquistati dalla cultura del padrone di casa che vi racconterà tradizioni e usanze della cultura Peranakan, i primissimi abitanti di origine cinese a Singapore. Un aneddoto? Le ragazze in cerca di marito, quando cucinavano, facevano molto rumore per far sentire che brave massaie fossero ai promessi sposi che si aggiravano attorno alle loro finestre per carpirne segreti e abitudini.

Per me una delle esperienze più interessanti del soggiorno a Singapore.

Bere acqua di cocco direttamente dalla noce.

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Perchè è rinfrescante, buonissima, poco calorica e vi reidraterà dai liquidi persi causa caldo umido di Singapore.

Un bel giro al Changi Airport prima di partire per tornare a casa.

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Oltre ad una serie sconfinata di negozi, cliniche e un centro business, il Changi è completo di una piscina, sale cinematografiche gratuite, un giardino di farfalle e la cascata che vedete nella foto, che fa spettacoli di acqua e luci da restare a bocca aperta ogni ora.

Ci si sta talmente bene che rischierete di perdere il vostro imbarco!

PERCHÉ TORNARCI

Singapore

Tornerei a Singapore anche domani: è una città in cui camminare a qualsiasi ora del giorno e della notte senza sentirsi mai minimamente in pericolo. I Singaporiani sono solari e gentilissimi, molto disponibili con i turisti ed è piacevole intuire il loro fierissimo senso di appartenenza a Singapore.

Mi sono innamorata della molteplicità di abiti che una città sola riesca ad indossare: ospita moschee ma anche quartieri che profuma di incenso e di patchouli, caffè e bar dove bere un cocktail immersi in costruzioni così variopinte che sembra di essere a Cuba. Il contrasto con costruzioni enormi e tecnologiche, ristoranti alla moda e super instagrammabili, grandissimi spazi verdi e spazi sacri dedicati al Buddah è talmente morbido da risultare naturale: in Singapore convivono tante anime che la rendono unica e assolutamente non assimilabile a nessun’altra città che avete visitato o visiterete.

Un ringraziamento speciale a Singapore Airlines e a Singapore Tourism Board per aver reso questo viaggio indimenticabile.

DOVE:

Per maggiori informazioni sui voli e le tratte di Singapore Airlines, andate QUI.

Per saperne di più su cosa visitare, dormire, mangiare invece cercate sul sito di Singapore Tourism Board, QUI.

 

Cover photo courtesy by Hu Chen on Unsplash

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