QUI VIAGGI - OMAN TRA DESERTO E MONTAGNE | Pepite per Tutti
Pepite per Tutti - Lifestyle WebMagazine

Il fascino delle culture lontane mi ha sempre sedotto, ma ho sempre avuto il timore di avvicinarmi ai paesi arabi e musulmani.

Poi ho scoperto l’Oman leggendo un articolo sul suo sultano Qaboos… non mi sembrava realistico che un sultanato arabo fosse elogiato per la sua tolleranza culturale, la spinta verso l’ammodernamento e l’incontaminazione dal turismo di massa!

La prima reazione è stata di individuarlo geograficamente su una mappa: ottimo! Presenza di alte montagne, deserto e meteo piacevole durante i mesi invernali.

L’Oman esiste, ed è effettivamente molto diverso dai paesi con cui confina. I grattacieli degli Emirati Arabi e Dubai sono lontani dall’architettura omanita, l’estremismo religioso dell’Arabia Saudita non è ben visto dalla popolazione e per fortuna la guerra che devasta lo Yemen non intacca il benessere del paese e dei suoi abitanti.

In piena tranquillità e sicurezza si parte per l’Oman, che in realtà ospita più turisti del previsto!

MUSCAT: La capitale

L’aeroporto della capitale accoglie i visitatori con uno sfarzo ed eleganza che lascia senza parole, all’uscita le strisce pedonali in marmo sono la ciliegina sulla torta.

La prima grande sorpresa però è al ritiro dell’auto a noleggio: contro tutti i miei pregiudizi, in piena notte, all’accoglienza per il ritiro c’è una donna.

Il caldo di gennaio lascia solo presagire quanto possano essere furenti le temperature estive, e quanto possa essere complesso curare dei meravigliosi giardini fioriti in ogni angolo della città: c’è da scommettere che almeno un quarto della popolazione faccia il giardiniere a giudicare dalla perfezione delle composizioni floreali!

La città si divide in tre parti: la città vecchia – fino agli anni ’70 chiusa ai non residenti -, la zona marittima – Mutrah – con la sua corniche e il famoso souq, e infine la parte indiana.

Penso che il modo migliore per scoprire la capitale sia di fare una bella passeggiata dal mercato del pesce nella zona marittima, passando attraverso il souq e proseguendo lungomare fino al Palazzo del Sultano. 

In questo modo si attraversa un bel parco attorno all’incensorio, si passa attraverso le vecchie porte della città e si giunge ad una serie di forti sulla roccia che circondano la casa del Sultano. Quest’ultima sembra una costruzione di Gardaland o Disneyland, coloratissima e inavvicinabile rappresenta davvero il traguardo della camminata. Non ci si può perdere un assaggio di souq anche se come mercato cittadino è colmo di turisti e perde molto fascino.

Il vero orgoglio del Sultano è la Grande Moschea, terminata nel 2001 dopo 6 anni di lavoro può accogliere 20.ooo fedeli e accoglie il 2° tappeto più grande del mondo. E’assolutamente da visitare, per la quantità di marmo di Carrara bianchissimo impiegato ovunque… e l’ineccepibile pulizia delle sale in cui si può camminare tranquillamente a piedi nudi!

QURYAT, WADI SHAB e SUR: Esplorando il sud lungo la costa

Spostandosi lungo la costa, a sud di Muscat, è possibile sostare a Quryat e visitare un piccolo forte… Il giovane ragazzo che ci lavora vi descriverà tante differenze tra la cultura omanita e le altre arabe (ad esempio possono vedere – non parlare – e rifiutare la promessa moglie prima del matrimonio combinato) e soprattutto potrete meravigliarvi davanti all’orgoglio del rifiuto di una generosa mancia! L’elogio del Sultano è onnipresente.

Prima di arrivare a Sur una piccola deviazione ad uno dei numerosi Wadi presenti in zona: Wadi Shab – fiume tra le rocce. Dopo aver raggiunto l’inizio del percorso con una folkloristica barchetta a motore ci si addentra in uno scenario jurassico in cui sembra che due faglie tettoniche si stiano per dividere lasciando spazio alle  piscine naturali in cui è possibile fare il bagno. Per i più temerari si giunge a nuoto ad una cascata – con costumi “coprenti” adatti alla cultura locale.

Oggettivamente meraviglioso, se non fosse per l’affollamento turistico – tenete ai piedi delle scarpe da ginnastica – e per la presenza di panchine inopportune e colate di cemento anomale in mezzo alle rocce. La passeggiata merita molto nonostante le piccole contaminazioni artificiali ed il percorso è adatto a tutti.

Un’altra breve sosta a Bimah Sinkhole, una sorta di cenote che mi ha riportato in Messico per un istante…e si arriva a Sur. La città non mi ha colpito… Preferisco la natura.

WADI BANI KALID E WAHIBA SANDS: il deserto verso l’interno

Un altro meraviglioso wadi, super attrezzato e curato, con un bar ristorante circondato da palme e l’aspetto che ricorda vagamente un villaggio turistico. Il colore della roccia è molto chiaro e camminando sopra il lungo fiume è possibile ammirare i resti di un piccolo agglomerato di case. Ci sono numerosi cartelli che raccomandano un abbigliamento balneare decoroso, per non dimenticare…

Si prosegue verso il deserto e tramite appuntamento con dei contatti si giunge al campo tendato nel Wahiba Sands. Non possono mancare peripezie spericolate sulle dune, passeggiate nella sabbia e affondamenti mobili mentre si ammira il tramonto. Gli autisti dei 4×4 si divertono tanto più il gioco si fa pericoloso, ma tra qualche strillo e ginocchiata le risate sono davvero assicurate.

Durante la notte umida l’attesa dell’alba non vi lascerà dormire – anche il freddo non aiuta! – e lo spettacolare buongiorno della nascita del sole cancellerà qualsiasi pensiero negativo…emozionante e indimenticabile.

SINAW E NIZWA: Verso nord, l’antica capitale

Sinaw e Nizwa sono caratterizzate da mercati del bestiame che restano impressi nella mente dei turisti – il giovedì e il venerdì per una vera full immersion!.

Colpisce sia la modalità di vendita all’asta del bestiame che l’aspetto folkloristico dei partecipanti. A Sinaw le donne indossano delle maschere sul viso che non si notano in altre parti del paese…

Inutile sottolineare che per partecipare è necessario alzarsi presto…fa troppo caldo per gli animali nelle ore centrali della giornata.

Nizwa è l’antica capitale del paese e oltre al mercato vale la pena visitare il souq e il forte della città del 1650…peccato che le modalità di restauro in Oman implichino il ri-fare gli antichi edifici piuttosto che restaurarli. La Storia c’è, ma non si vede.

WADI GHUL, MISFAH, AL HAMRA: Tra le montagne

Da Nizwa si giunge finalmente alle alte montagne, cosparse qua e là di venditori di tappeti. Lungo il massiccio della Montagna del Sole – Jebel Shams – si ammira quello che è definito come il Grand Canyon D’arabia….davvero mozzafiato, con pareti a strapiombo di più di mille metri e una vertiginosa sensazione di oblio.

E’ l’unica area dell’Oman in cui l’asfalto stradale e le relative indicazioni scompaiono…i 4×4 fanno il loro dovere e si apprezza davvero il contatto con la natura!

La Balcony walk è un trekking imperdibile se non si soffre di vertigini, in caso contrario meglio non rischiare perchè le protezioni sono rare!

Attorno alle montagne sono sopravvissuti dei paesi che fortunatamente hanno mantenuto un’aspetto storico. Tra tutti Misfah al tramonto con le case in pietra e Al Hamra che racchiude delle costruzioni in fango in stile yemenita, nella parte della città vecchia abbandonata.

JIBREEN E BAHLA: Tra forti e castelli

Jibreen e Bahla sono due fermate obbligatorie dall’entroterra verso la capitale.

Come per gli altri forti visitati anche qui le operazioni di restauro hanno snaturato la storicità degli edifici, ma è comunque affascinante ammirarne l’architettura e la vista dell’area circostante dall’interno. Dal mio punto di vista forse vale la pena trattenersi in pochi forti con una guida piuttosto che vederne tanti e pensare che alla fine sono molto simili tra di loro! Diciamo che da questo punto di vista la natura al contrario delude raramente!

WADI BANI AWF: trekking tortuoso tra le rocce

L’ultima intrigante tappa è costituita da un breve trekking denominato Little Snake. 

Per arrivarci, tra i Monti Hajar, si respira davvero aria d’avventura, con strade ripide e tortuose e l’adrenalina in aumento ad ogni curva. Prima di giungere all’inizio del trekking si passa dal Wadi Bani Awf con delle vallate di palmeti tra le rocce che danno un’armonia di colori primitivi.

Il trekking è davvero intrigante e la sua durata dipende drasticamente dalla capacità di districarsi tra le rocce: l’obiettivo sarà trovare il percorso per continuare. La posizione delle rocce ostruisce spesso il percorso per cui richiede davvero una certa abilità motoria, ma ne vale davvero la pena!

La tappa può rappresentare l’ultimo contatto con la natura prima del rientro a Muscat, va goduta con determinazione e cautela fino all’ultimo istante.

Buon Viaggio! Oltre ai datteri e all’incenso vi aspetta un paese ed una popolazione meravigliosi!

 

Informazioni utili: vitto e alloggio ad Oman

P.S: ovviamente il lusso è relativo e io non ci sono abituata, per cui i miei commenti sono e restano personali

Lascia un Commento