Pepite per Tutti - Lifestyle WebMagazine

Quando in città l’afa diventa insopportabile restano poche alternative: mare o montagna (… evito di citare la piscina).

Inutile dirlo, se per andare al mare dovremmo affrontare traffico e affollamento in spiaggia, in acqua, in hotel e anche al ristorante, forse in montagna va un pò meglio. Purtroppo se pensiamo ai weekend e alle domeniche il traffico ci accompagnerà comunque, però giunti alla meta potremo godere di silenzio e relax!

Per una domenica fuori porta d’estate la partenza da Milano è massimo alle 7 del mattino –  se si vuole evitare lo scioglimento progressivo! Imboccata l’autostrada verso Bergamo cominciamo a scorgere le Orobie da lontano e ci dirigiamo verso la Val Brembana, ovviamente Alta Val Brembana!

Superata San Pellegrino cominciamo ad abbassare il finestrino per godere dell’escursione termica che comincia a farsi sentire…Partenza da Milano con 29° siamo già a 19°….che conquista, in pratica siamo già sul podio!

La partenza del trekking è da Carona, piccolo centro con meno di 350 abitanti a circa 1.100 metri di altezza.

Parcheggiando lungo il Brembo si imbocca velocemente una strada che conduce all’imbocco del sentiero 210….purtroppo la strada è ancora asfaltata quando attraversiamo il borgo di Pagliari (1.315m) e giungiamo alle cascate della Val Sambuzza.

Procedendo la pendenza si fa sentire e il paesaggio è sempre più verde…ci sono laghetti ovunque e sicuramente il Lago del Prato (1.650m) è uno dei più suggestivi. Al termine dei primi 7 chilometri sul cemento la pendenza aumenta in modo da raggiungere, tramite una scalinata, la diga che segna la fine della salita.

Dalla diga il panorama è mozzafiato: il lago Fregabolgia e il Monte CaBianca (2.600m) e il Pizzo del Diavolo (2.900m) dal lato opposto.

Per il Rifugio Calvi il cartello indica neanche mezz’ora, oltretutto con percorso pianeggiante…decidiamo che dobbiamo ancora macinare, così attraversiamo la diga e prendiamo il percorso che impiega 1h30′ e ci porta sotto il Monte Cabianca… comincia la vera montagna!

Se siete abituati ai trekking in mezzo al bosco e sulle rocce sappiate che il sentiero 210 vi deluderà: è inizialmente asfaltato, poi una mulattiera, colata di cemento e infine sterrato. Di positivo ha la facile percorrenza anche per i bambini e bici, ma il risvolto della medaglia è che non ci si sente, se non nel tratto finale, in un trekking in montagna!

Finalmente comincia il vero impegno e saliamo fino a 2.100m mettendoci circa 45 minuti…a poca distanza dalla neve…tanta pendenza, nessun riparo e a causa delle nuvole assenza di caldo, anzi! Ammiriamo il Lago dei Curiosi e continuiamo ad accerchiare la roccia che ormai nasconde la diga e anche il rifugio Calvi.

Camminando camminando ci sembra di allontanarci sempre di più dal nostro riparo per il pranzo, invece, dopo una serie di tornanti lo vediamo in lontananza…dopo un dislivello di 900 metri e 3h30′ di camminata ci siamo! Abbiamo freddo (incredibile!!!) panini e poi…tè caldo e crostata ai frutti di bosco!

Per scendere questa volta cominciamo dal tratto pianeggiante che costeggia il Lago di Fregabolgia, ma superata la diga non vogliamo pensare al cemento e imbocchiamo la variante del sentiero 247 – la variante estiva del 210 perchè più ombreggiata!

Il sentiero 247 percorre la discesa dalla parte opposta del Brembo e del sentiero 210, immergendoti nel bosco fitto che in alcuni punti non lascia molta visibilità! Sicuramente più scenico del sentiero 210! Ovviamente la strada è più lunga e bisogna fare attenzione a dove si mettono i piedi…

Pausa vicino al laghetto, avvistamento di pecore e in un batter d’occhio sono già le 16:30…dobbiamo muoverci o il traffico è assicurato! Arriviamo al parcheggio di Carona alle 17:30…in pratica 3 ore per scendere dal rifugio.

La strada per imboccare l’autostrada a Dalmine è con 1 sola corsia…immagino abbiate già capito, armati di tanta pazienza pensiamo a non esaurire il relax acquisito…

Eccolo l’incidente malefico…e poi Milano.

P.S: Al Rifugio Calvi potete mangiare e dormire (80 posti letto circa)..i prezzi sono nella media e può essere un’ottima base per un trekking di qualche giorno nelle Orobie Occidentali!

Luana
Luana 31 anni, milanese ma con il sangue meridionale. Lunatica, a volte introversa, cerca nei viaggi il contatto con la natura e i paesaggi incontaminati. Affronta nuove destinazioni con fini terapeutici: ogni nuova meta diventa una tappa verso la catarsi. Vive le esperienze a 360 gradi, non facendo troppa attenzione ai dettagli organizzativi, puntando soprattutto alle emozioni. Non ama le vacanze, adora viaggiare con impegno e sudore.

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