Pepite per Tutti - Lifestyle WebMagazine

Camminare mi piace, mi è sempre piaciuto! Certo c’è una certa differenza tra lo smog cittadino e la campagna…e ovviamente preferisco l’aria pulita!

La Toscana poi è la meta perfetta: collinare, terra del Chianti e di oliveti, non troppo distante da Milano per pochi giorni di cammino… Sì deciso! Toscana sia! E per l’itinerario?

Ingegnarsi non serve, secoli e secoli fa, prima i Longobardi e poi i Franchi ci avevano già pensato…e oggi per fortuna gli stessi tracciati sono ancora percorribili. Ovvio non sono i percorsi più brevi per raggiungere le differenti tappe (altrimenti dovresti camminare sulle strade statali o provinciali!), ma offrono sicuramente dei panorami rilassanti.

Quindi, 5 giorni per quattro tappe sulla Via Francigena per andare da San Miniato fino a Siena (circa 90 km di cammino – escluse le deviazioni volontarie!)

Quando si cammina la prima regola è di analizzare il percorso per capire: tipo di scarpe adatte (non servono per forza scarpe da trekking!) abbigliamento necessario da mettere nello zaino, distanze senza punti di ristoro – cioè fontane per riempire le borracce! – escursione termica giornaliera.

… ovviamente se i cammini sono pellegrinaggi non può mancare “la Credenziale” per collezionare timbri delle diverse destinazioni ed avere prezzi agevolati!

Giorno 0: arrivo a San Miniato

Da Milano in macchina si arriva tranquillamente a San Miniato Alta in circa 4 ore.. il paese è davvero medioevale. Collinare, con casette in pietra, strade piastrellate e famosa per i suoi tartufi! In tutti i ristoranti troverete delle pietanze al tartufo…buono! Il panorama sulle valli dell’Arno si compone di tanti verdi diversi e passeggiare affacciandosi sulle balconate e sugli scorci non ha davvero prezzo.

Anche l’ostello dall’esterno è in una struttura medioevale, ma dentro offre davvero tutti i servizi: lavanderia con asciugatrice, cucina, bagni e camerate moderne con armadietti! Potessero anche filtrare i pellegrini che russano sarebbe perfetto!

Per i camminatori della via Francigena, muniti di credenziale, si può cenare a 12 euro alla pizzeria Vecchio Cinema con un ottimo rapporto qualità prezzo!

1° giorno: da San Miniato a Gambassi terme (21 km circa)

Da San Miniato l’avvio del percorso purtroppo è su asfalto per circa 1 ora (per fortuna dovreste percorrerla la mattina presto quando ancora non batte il sole!) poi si svolta lungo i crinali collinari immersi nel verde di oliveti.

Non lasciatevi ingannare dall’iniziale assenza di pendenza….arriverà e con lo zaino in spalle si farà sentire!

La tappa è lunga e molto eterogenea: continui saliscendi su strada sabbiosa e un solo punto di ristoro – fontanella! – alla Pieve di Coiano.

L’arrivo a Gambassi Terme ci riserva una piacevole sorpresa: l’ostello Sigerico si trova prima dell’ultima salita verso il centro del paese!! Evviva siamo arrivate: partite alle 08:30 e arrivate alle 15:00 circa….ci meritiamo una pennichella!

L’ostello è davvero affascinante, non pensavo esistessero ostelli così in Italia! potrebbe meritare davvero prezzi diversi.

Adiacente alla Chiesa di Santa Maria Assunta a Chianni, ne richiama lo stile medioevale ed è davvero l’immagine perfetta per rappresentare il pellegrinaggio verso Roma. Con soli 10 euro abbiamo cenato in ottima compagnia con pasta al pomodoro, arrosto ed insalata, acqua e caffè!

2° giorno: da Gambassi Terme a Colle Val d’Elsa passando per San Gimignano (31 km circa)

Da Gambassi Terme a San Gimignano la strada è breve, quasi 14 km, e fatti bene! Paesaggi incantevoli mirati ad individuare la cittadina fiorentina e le sue torri da lontano! Gambassi non è come San Miniato, un pò meno caratteristica e più moderna, ma a suo modo particolare. Lungo il percorso numerose fattorie, con cavalli, pascoli di pecore e gli immancabili cani Pastore!

Purtroppo prima dell’ingresso a San Gimignano è necessario percorrere un tratto fiancheggiando una strada provinciale e camminando sull’asfalto, me per fortuna si tratta degli ultimi 30 minuti!

Che Dire? San Gimignano è davvero bella, ma quando hai uno zaino in spalla, puzzi, e sai di dover percorrere altri 17 km non hai tanta voglia di stare accerchiata di turisti (soprattutto se noti personaggi con i tacchi sui ciotoli!). Morale: mangiamo l’immancabile panino senza sale – cucinano divinamente, ma sul pane proprio non ci siamo! – e ci dirigiamo verso Colle Val d’Elsa rapidamente.

Per andare a Colle Vald’Elsa prendiamo una deviazione del cammino, che altrimenti porterebbe direttamente a Monteriggioni. Il percorso sembra interminabile, probabilmente per la mancanza di punti di ristoro e la sete che ci debilita! In compenso passiamo da guadare alcuni torrenti, all’osservare distese di viti, all’essere immersi nella foresta! L’ingresso nell’arco di Colle Vald’Elsa ci stupisce: il paese è molto più grande degli altri che abbiamo attraversato ed ha un centro storico molto ben mantenuto per poi estendersi come una normale cittadina.

Purtroppo a Colle Val d’Elsa non abbiamo trovato posto in un ostello e abbiamo prenotato in un bed & breakfast che in realtà si è rivelato l’associazione di alcuni privati che mettono a disposizione la loro abitazione…pessima soluzione, ma eravamo talmente distrutte che l’alloggio è passato in secondo piano!. In compenso ci siamo consolate al ristorante con un controfiletto che si scioglieva in bocca – purtroppo il prezzo è da milanese e non da pellegrino, ma ce lo siamo meritate!!! -.

3° giorno: da Colle Val d’Elsa a Monteriggioni (16 km circa)

Piene di entusiasmo ci dirigiamo verso Monteriggioni sperando che ci attenda una passeggiata rilassante! In realtà nonostante i pochi chilometri complessivi, percorriamo una lunga tratta sul manto stradale e solo dopo i primi 3 km cominciamo il nostro cammino in spensieratezza.

Prima di Monteriggioni attraversiamo due borghi storici che lasciano a bocca aperta: Strove e Abbadia a Isola. In particolare Abbadia a Isola con il suo monastero benedettino riesce ad incantare…Da qui a Monteriggioni si percorrono i 5 km tra i più belli del tragitto che abbiamo trascorso: il Castello della destinazione ci guarda dall’alto e toglie il fiato….soprattutto per la ripidità della salita finale!.

Sono le 13:oo e siamo già arrivate al traguardo, quindi curiosiamo tra le botteghe e ci concediamo un ottimo gelato nella piazza principale (ovviamente al gusto cantucci e vin santo!). Si procede con due passi panoramici sulle mura del castello e una seduta nel parco cittadino…che sia chiaro, Monteriggioni è bellissima ma è una piazza all’interno di una fortezza dove cenare facilmente, ma in cui è difficile pernottare! Il consiglio è di ammirarla anche solo per qualche ora e di procedere oltre…

4° giorno: da Monteriggioni a Siena (21 km circa)

Allontanandoci dal centro storico di Monteriggioni, ci accingiamo a percorrere la strada della montagnola ammirando i castelli della Chiocciola e di Villa, prima di fermarci a far colazione in un ristoro fantastico! (sappiatelo a Monteriggioni prima delle 08:30 non ci sono bar per fare colazione e se non siete attrezzati vi incamminerete a stomaco vuoto). Ci fermiamo alla Villa, che in reltà è una capanna in ci un simpatico signore vi offre la colazione in cambio di un’offerta libera. Proseguiamo in mezzo ai boschi fino ad avvicinarci progressivamente a Siena.

In prossimità della città lo scenario cambia e si torna su strade asfaltate in mezzo alle auto! è finita purtroppo, attraversiamo Porta Camollia e siamo giunti a destinazione. Da Siena fuggiamo e torniamo a Milano: dobbiamo evitare il traffico del rientro…

Ora tocca a voi…Buon viaggio!

DOVE DORMIRE e MANGIARE
Link e App utili
  • App SloWays per seguire tramite app il percorso durante il cammino, evitare di perdersi e prendere le giuste deviazioni!
  • www.viefrancigene.org per programmare il cammino lungo la via francigena ed avere una preview delle tappe da effettuare.
Luana
Luana 30 anni, milanese ma con il sangue meridionale.
Lunatica, a volte introversa, cerca nei viaggi il contatto con la natura e i paesaggi incontaminati. Affronta nuove destinazioni con fini terapeutici: ogni nuova meta diventa una tappa verso la catarsi. Vive le esperienze a 360 gradi, non facendo troppa attenzione ai dettagli organizzativi, puntando soprattutto alle emozioni. Non ama le vacanze, adora viaggiare con impegno e sudore.

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