Pepite per Tutti - Lifestyle WebMagazine

Chi ci segue su Facebook lo sa perchè vi abbiamo letteralmente ‘ammorbato’ di foto da diabete: questa estate le nostre vacanze sono state a Lanzarote, la più hawaiana delle isole Canarie, come qualcuno l’ha definita, a soli 100 km in linea d’aria dal Marocco.

Inutile dire che ci abbiamo lasciato il cuore, la testa, l’anima e un po’ di debiti 🙂

Eh sì, siamo debitori a questa meravigliosa isola scura per il paesaggio vulcanico che permette di mischiare il nero della lava attraverso cui sono state costruite strade e il blu dell’oceano Atlantico trasparente ovunque, perfino nei pressi del porto di Arrecife, attuale capitale.

Sperando di fare cosa gradita, senza pretendere di sostituire la Lonely Planet, dedicheremo a Lanzarote 3 posts: questo che state leggendo, uno molto express dedicato allo splendido albergo dove abbiamo alloggiato e uno, doveroso, dedicato al cibo con piatti tipici e posti che vi suggeriamo.

Dimenticate l’idea che l’isola sia visitabile solo in estate, la media della temperatura è sempre intorno ai 21°, a Marzo si viaggia serenamente con una felpa e poco altro (testimonianza di diverse persone che vivono lì). Ideale come meta per salutare l’anno e anche nei lunghi weekend.

Noi siamo arrivati con volo diretto Ryanair, che personalmente non amo, ma che almeno permette di non fare scalo, partendo da Bergamo, Orio al Serio.

La città in cui abbiamo dormito è Yaiza, splendida macchia bianca di casine ordinate, porte verdi e silenzio assoluto. A parte La Era, storico ristorante una volta fattoria progettata e ristrutturata da Manrique, Yaiza non offre molto se non un ottimo snodo e base di partenza per muoversi alla scoperta di altri luoghi d’interesse.

Partiamo dai luoghi che non potete perdere:

Non molto distante, tutto il fascino del Parco Nazionale del Timanfaya, il cui simbolo ‘El Diablo‘ è diventato quasi un trade mark per l’isola. Questo è il territorio dei vulcani, la cui ultima spettacolare eruzione, risale al lontano 1730 e durò per ben sei anni!

La lava occupa praticamente tutto il parco e arriva fino all’oceano…. pensare di viaggiare tra strade di lava pietrificata a noi ha fatto un certo effetto: il paesaggio, caratterizzato da crateri squarciati (quelli che causarono l’eruzione erano circa 30) è di una bellezza che impone un rispettoso silenzio e anche un certo timore. Salendo in macchina fino all’osservatorio, è possibile prendere il pullman che conduce i turisti all’interno del parco. Un panorama davvero suggestivo.

Una volta tornati, vi consigliamo di fermarvi a mangiare al ristorante ‘El Diablo‘ in cui ogni pietanza viene cotta su pietra lavica e i turisti si accalcano a vedere i loro spiedini rosolare su una grande griglia posta proprio sopra un punto da cui fuoriesce il calore residuo del vulcano.

 

Divertente e molto turistico (e quindi noi l’abbiamo fatto!) è il giro sui dromedari che partono ai piedi della Montagna di Fuoco e ne percorrono una parte, alla fine vorreste portarvene uno a casa al posto del gatto 🙂

Spostandoci verso Nord, abbiamo visitato e in molti casi anche perso per un attimo il respiro, per due luoghi di una bellezza straordinaria:in seguito alle eruzioni del vulcano Corona, circa 4000 anni fa, Lanzarote ‘nasconde delle caverne vulcaniche sotterranee dovute ai flussi freddi di gas nella lava.

Di queste caverne fanno parte i Jameos del Agua e la Cueva de los Verdes.

 

Soprattutto i Jameos sono stati per chi vi sta scrivendo, un momento di assoluta bellezza e di totale rispetto nei confronti della natura e della sua potenza in grado di dare vita a luoghi così belli da sembrare artificiali.

Sempre a Nord non perdete la Fundacìon Cesar ManriqueEl Mirador del Rio, punto panoramico che permette di vedere la vicina isola de La Graciosa e di avere difficoltà nel distinguere tra il blu del mare e quello del cielo.

Sempre a Nord, troverete il giardino dei Cactus che, ahimè ci siamo persi ma che, se dovessimo tornare, non mancheremo (considerando il clima e il terreno, non è assolutamente improprio vedere piante di cactus costeggiare le strade costruite tra le vette dei vulcani verso il mare).

Riavvicinandoci verso la ‘nostra’ città, Yaiza, abbiamo più volte sostato ad ammirare il meraviglioso mix cromatico del Lago Verde: uno specchio di acqua dolce separato dal blu del’oceano solamente dai tanti sassolini color ebano che formano la spiaggia.

 

 

 

 

Il verde del lago è dato dal fondo composto da sali minerali di origine vulcanica. Uno spettacolo.

Per quanto riguarda le spiagge, noi abbiamo amato Playa Papagayo, Playa Blanca e Playa Dorada.

 

A Puerto del Carmen, vera e propria capitale ‘morale’ dell’isola perchè piena di ristoranti, negozietti di souvenir ed un grande centro commerciale, le spiagge sono molto carine, l’acqua è cristallina ed è possibile fare immersioni e snorkeling dando da mangiare a schiere di pesci colorati che vengono a mordicchiare biscotti direttamente dalle mani dei turisti 🙂

Piccole gioie da bambini che però fanno bene al cuore.

Parliamo di due appuntamenti settimanali da non perdere: il mercatino del venerdì di Costa Teguise, ma soprattutto l’immenso mercato domenicale di Teguise, quando la città si riempie in ogni via, stradina e angolo di bancarella di prodotti tipici, merletti, borsine e altre chicche.

E’ una vera e propria festa che sarebbe un peccato perdere.

NB: arrivando verso il centro della città da uno dei grandi parcheggi che costeggiano l’entrata al mercato, c’è una casa che sembra quasi un cimitero delle bambole….statue, bambolotti e orsacchiotti pietrificati, Barbie vestite da punk… insomma.. un’attrazione per i turisti, ma da cui starei alla larga di notte 😉

Potremmo proseguire all’infinito parlandovi di Arrecife, la ‘vera’ capitale dell’isola e di tutto quanto di bello c’è da visitare, scoprire, ammirare.

Oltre alle pillole di cui vi abbiamo appena parlato, possiamo ancora aggiungere che Lanzarote è un’isola magica, selvaggia ma accogliente, amata e tenuta con cura religiosa dagli abitanti.

I turisti sono perlopiù inglesi e irlandesi, più qualche spagnolo venuto dal ‘Continente’ e i prezzi sono abbastanza contenuti in generale (anche se avendo Milano come punto di riferimento, a volte ci sembravano piuttosto bassi).

Chi vi scrive è tornato da questo viaggio con una consapevolezza diversa, quella che insegna che non ci sono solo riunioni, appuntamenti e scadenze, ma anche vento da respirare, pesci con cui giocare e strade da percorrere…. guardandosi intorno pur senza perdere la destinazione.


 

Ilaria

Ilaria, segno zodiacale Leone, classe 1980, cresciuta in Umbria a suon di Mila e Shiro e Soldini del Mulino Bianco, si fa adottare da Milano e dai tramonti dei Navigli, di cui si innamora durante un tormentato master in Bocconi.
Ama Andrea, Domitilla e Susina, ma anche la pasta frolla, il rossetto rosso, lo yogurt greco, la bossanova, i fiori di zucca fritti, l’Islanda e il Giappone. Le piace mettere insieme le persone e i progetti, è tenace e non molla mai.

Motto: We shall never surrender (cit. Winston Churchill).

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