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QUI VIAGGI: GIORDANIA TRA STORIA E NATURA

Raramente capita di essere piacevolmente sorpresi, eppure visitare la Giordania mi ha davvero entusiasmata oltre ogni aspettativa. Un connubio e concentrato di una storia millenaria con dei beni archeologici e naturalistici che lasciano i turisti a bocca aperta.

La meraviglia dei resti archeologici di Jerash sono solo un antipasto rispetto alla visita di Petra, in cui l’arte e la natura si fondono perfettamente. E anche laddove resti solo il paesaggio, la varietà degli ambienti – dal deserto del Wadi Rum, alla biosfera di Dana, al Mar Morto e al Mar Rosso – accontenta tutte le esigenze.

1°Giorno: AMMAN E JERASH

L’arrivo ad Amman non serba particolari sorprese: la capitale della Giordania è estesa, mediamente caotica ed essendo su un altopiano anche movimentata sui mezzi di spostamento. L’aspetto positivo è che l’altitudine e i numerosi colli (in origine 7 per intaccare l’orgoglio dei Romani) rendono il clima assolutamente vivibile anche d’estate.

La città è divisa in due: da un lato le rovine storiche e dall’altra modernità e divertimento. Ovviamente se si visita la Giordania si predilige la scoperta archeologica della cittadella e dell’anfiteatro romano. La cittadella è un piccolo assaggio di quello che offre la Giordania, il Tempio di Ercole è sicuramente la testimonianza più affascinante del sito, che fortunatamente offre anche una bella vista della città.

A circa 40 minuti da Amman si trova il sito archeologico che mi ha stupito di più: Jerash che tra Templi, Anfiteatri e Archi Trionfali ricompone in modo autentico la scenografia della vita dei nostri antenati.

I Resti archeologici di Jerash sono talmente estesi che consentono di immedesimarsi nella logistica di un sito che risale almeno all’epoca di Alessandro Magno con un restyling di epoca Romana. Un’immersione nella storia che parte dalla Piazza Ovale e si dirama fino alle porte della città: davvero impossibile descrivere la numerosità di splendide rovine che si conservano quasi intatte all’interno.

2°Giorno: MADABA, MONTE NEBO, WADI MUJIB

Per variare un pò il contesto ci si sposta verso sud e si comincia a percepire un primo cambio climatico e di vegetazione. Da un punto di vista artistico e storico il secondo giorno è caratterizzato dai mosaici, molto più giovani rispetto alle rovine dei siti archeologici, ma comunque rilevanti.

Madaba è la prima tappa: la chiesa di San Giorgio è l’involucro della rappresentazione della Terra Santa raffigurata in un pavimento a mosaico di epoca Bizantina. L’estensione dell’opera è perfettamente incastonata in una cornice costruita solo alla fine del 1800, che ha permesso la scoperta di un bene culturale ben più antico.

A poca distanza, sempre verso sud, si giunge al Monte Nebo, simbolo per i Cristiani delle leggendaria veduta della Terra Promessa da parte di Mosè. Dal Monte (che in realtà è circa ad 800 metri di altezza) si intravedono alcune città come Gerico e Gerusalemme e si può visitare un antico monastero in cui si sono conservati dei mosaici del V secolo D.C.

Dopo tanta storia arriva il momento di concedersi alla natura e al divertimento: un bel canyoning tra i colori delle rocce giordane rinvigorisce anche la mente! il Wadi Mujib è sicuramente meglio di una doccia ghiacciata, e tra corde, scale e correnti si arriva ad una cascata che fa dimenticare i lividi e mette tutti di buon umore!

3°Giorno: RISERVA DI DANA E PICCOLA PETRA

In netto contrasto con le città attraversate nei primi giorni, Dana sembra un villaggio fantasma, poco abitato e piuttosto deturpato, ma la Riserva Naturale è davvero una chicca. All’interno si possono affrontare trekking di varia difficoltà e durata: sicuramente da svolgere muniti di tanta acqua  e protezione solare (come nel deserto).

Ci si trova circa a 1.200 metri metri di altezza, in mezzo ad una serie di rocce a forma conica che creano dei cunicoli e delle arrampicate molto divertenti. Ovviamente bisogna muoversi con cautela e accompagnati da una guida. Per le donne è affascinante ricavare dalle pareti rocciose dei fard e una terra invidiabili ai brand di make-up più noti!

Prima di giungere nella grande  e maestosa Petra, una breve sosta e un piccolo antipasto sono rappresentati da Picola Petra (adiacente al sito storico – ca 14 km di distanza da Petra). Come suggerito più volte dalle guide, il sito è da vedere prima perchè dopo non si riuscirebbero ad apprezzare le capacità scultoree dei Nabatei, viste all’apice della loro bellezza a Petra. Al ritorno dal viaggio, ricordo nitidamente solo un affresco, di 2000 anni circa, che richiama molto i dipinti delle nostre chiese, con gli angioletti grassottelli e gli archi obliqui.

Piccola Petra era una sorta di periferia dell’antica capitale in cui venivano ospitati i commercianti di passaggio. Nel tempo è diventata un villaggio di beduini, che come a Petra, sono stati cacciati e sistemati fuori dalle rotte turistiche, ma gestiscono le attività commerciali interne ai siti.

4 – 5°Giorno: PETRA

Petra è una delle Meraviglie del Mondo che difficilmente si riesce a descrivere.

Lo stupore maggiore è l’estensione del sito: dai documetari visti in tv non sembrerebbe così vasto. Solo il percorso iniziale tra le gole rocciose per giungere al palazzo del Tesoro lascia davvero senza parole, e ancora non si è visto nulla.

Il Palazzo del Tesoro rende immediatamente l’idea delle capacità scultoree e architettoniche dei Nabatei, ma la visione del Monastero dopo una lunga camminata in salita ripaga davvero la stanchezza e le aspettative.

Un pò come davanti ai siti Maya in Messico, le piramidi in Egitto, anche i siti dei Nabatei, così monumentali, fanno riflettere su almeno due aspetti:

  • le modalità e gli strumenti con i quali le popolazioni riuscissero a costruire e decorare città scavate nelle montagne rocciose
  • l’importanza del culto dei morti (la maggiorparte dei monumenti sono tombe)

All’interno del sito potrete fare itinerari di varia lunghezza e difficoltà, se le gambe cominciassero a cedere potrete scegliere un servizio navetta con Asino, cavallo o dromedario a piacimento….anche se nelle salite e discese verso i punti panoramici potrebbe non essere molto piacevole il tragitto “in groppa”. Il consiglio è di prendere almeno l’ingresso di 2 giorni per riuscire a visitare il sito senza passarci di sfuggita.

Lo spettacolo by night purtroppo è stata una delusione, ma l’atmosfera dell’accesso in notturna rimarrà irripetibile.

6°Giorno: Deserto WADI RUM

Passare da Petra al Wadi Rum è l’evoluzione naturale di un giro paesaggistico intenso.

Un deserto ricco di storia sia per la presenza di innumerevoli incisioni rupestri ancora ben visibili sia per il ruolo strategico avuto durante la rivolta araba contro gli Ottomani.

Il deserto giordano è stranamente roccioso e con una presenza di vegetazione insolita. Il vento non lo caratterizza per le dune ma per il rumore che crea quando si scontra con i massi che hanno forme e  colori da set fotografico o cinematografico. Ridley Scott è solo tra gli ultimi registi che hanno rivisto nei panorami del wadi rum una possibile similitudine con gli scenari di Marte e il caro Lawrence d’ Arabia non avrebbe potuto non innamorarsi di questo luogo.

Dopo un pit stop ad una reliquia di un treno di fine 800 (oggi in Giordania non esiste linea ferroviaria per trasporto uomini) si passa il pomeriggio aspettando un tramonto spettacolare, con i colori della passione…per concludere con una notte nel sacco a pelo sotto una luna e delle meravigliose stelle. Impossibile desiderare di meglio…

All’alba è ovviamente immancabile la cammellata (o meglio dromedariata) che ci risveglia al trotto in mezzo al silenzioso deserto prima di proseguire l’itinerario verso sud.

7°Giorno: AQABA E MAR ROSSO

Come noto, il Mar Rosso offre una barriera corallina con dei colori mozzafiato, ma penso che la parte più spettacolare della giornata sia stata osservare in un colpo d’occhio la vicinanza, il confine, tra Paesi del Mondo che hanno una rilevanza strategica sugli equilibri geo-politici mondiali.

Per un momento si alza lo sguardo mentre ci si accinge a fare snorkeling in mare…Isreale, Egitto, Arabia Saudita e noi quasi sul confine a sud della Giordania.

Aqaba è una cittadina che sta cercando di essere Occidentale, con negozi, villaggi turistici, pub che vendono facilmente alcolici…nulla a che vedere con le vere città Giordane che mi hanno rapito con la loro storia e cultura.

8°Giorno: MAR MORTO

Per risalire a nord verso l’aeroporto, l’utima tappa è sul Mar Morto.

Che piaccia o no, entrare in contatto con questo lago salato è un’esperienza da fare: il calore inaspettato e la densità specifica del Mar Morto sono due caratteristiche indelebili. La sensazione di galleggiare in una sorta di spazio paludoso non mi ha entusiasmato affatto. L’idea di essere stata nel punto più basso della terra – 400 metri sotto il livello del mare – con dei fanghi che mi rigenerassero con le loro proprietà minerali mi è piaciuta molto di più! Tornerete in Italia felici e con una pelle da invidiare!!!

Buon viaggio

CONSIGLI UTILI E VITTO& ALLOGGI
  • Se viaggiate da soli ricordatevi di prendere il visto, ma molto più conveniente è acquistare il Jordan Pass che vi consente di avere inclusi nel prezzo anche l’ingresso ai siti di Petra e Jerash
  • Non risparmiate giornate a Petra, almeno 2 giorni sono necessari e il prezzo di un giorno può sembrare costoso (50 dinari) ma per 2 gg la differenza è minima (55 dinari)
  • Comportatevi con rispetto verso la cultura locale: i giordani sono assolutamente miti e aperti, ma comunque più del 90% è di religione musulmana, e sopratutto ad Aqaba e sul Mar Rosso se non siete all’interno dei villaggi turistici non potrete mettervi in spiaggia in bikini
  • Posso confermare che in Giordania si mangia bene, provate a fidarvi dei locali e provate assolutamente i loro succhi di frutta, in particolare al Melograno!!
DORMIRE E MANGIARE

Amman: hotel 7 boys, prezzi contenuti, posizione comoda (non esattamente in centro), cortesia e disponibilità dello staff; da provare assolutamente la cena spartana in un locale tradizionale nel centro di Amman: Hashemm Restaurant con 5 euro uscirete sazi e soddisfatti!

Dana: hotel molto tradizionale che tenta di rivitalizzare la desolazione del paese. In pietra, gestito da una cooperativa sociale che saprà intrattenervi durante il soggiorno. Dana hotel

Petra: Hotel Silk Road, comodissimo per l’ingresso a Petra, con personale affabile e buona pulizia. Petra ha ovviamente dei prezzi più elevati rispetto al resto della giordania! Per mangiare vivamente consigliati My Mom’s Recipe Restaurant  e Palm Court Restaurant & Cafè

Wadi Rum: Al Zawaideh Desert Camp ottimo per passare la notte poichè in posizione riparata dalle rocce, abbastanza spartano ma accogliente. A settembre 2019 stavano anche costruendo delle camere in muratura (non tende)! Ovviamente preferibile dormire all’aperto avvolti dal sacco a pelo!

Aqaba: Mina hotel fin troppo carino, comodo e in centro. Assolutamente consigliato per mangiare pesce il Restaurant Sheik El Harah

Luana
Luana

Luana 34 anni, milanese ma con il sangue meridionale.
Lunatica, a volte introversa, cerca nei viaggi il contatto con la natura e i paesaggi incontaminati. Vive le esperienze a 360 gradi, non facendo troppa attenzione ai dettagli organizzativi, puntando soprattutto alle emozioni. Non ama le vacanze, adora viaggiare con impegno e sudore.

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