QUI MILANO - SBAGLIO STRADA E CAMBIO VITA | Pepite per Tutti
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Lo scorso 21 Marzo, Pepite per Tutti ha soffiato su ben otto candeline e io, che di solito faccio sempre poco caso ad anniversari e cose simili, mi sono presa una piccolissima pausa per riflettere su questi anni appena trascorsi e fare un po’ il punto della situazione.

Andando sempre di corsa e saltando da una situazione all’altra, da un lavoro al prossimo, da una scadenza di ieri a una di oggi, ho spesso avuto paura di perdere la bussola di quello che per me è un progetto personale prima quasi che professionale.

Allora, mi sono fermata e ho ripensato al motivo per cui ho cominciato.

Pepite è un viaggio che inizia molto più di otto anni fa, quando, arrivata a Milano per lavoro e conoscendo poche persone, mi ritrovato spesso a passare i weekend da sola in giro per la città. Non mi sono mai sentita respinta o di troppo in mezzo a tutto quel via vai del centro, tra vetrine, turisti e milanesi in perenne corsa, ma era ovvio anche a me stessa che trovare una mia dimensione non sarebbe stato facile.

La città mi è venuta in soccorso così: un pomeriggio di quasi estate, di sabato, cercando una gelateria consigliata da un collega, mi sono persa e trovato quello che adesso è il distretto delle 5 Vie: Via Santa Maria, Via Santa Maria Podone, Via Santa Maria Fulcorina, Via Bocchetto, Via del Bollo.

E ho scoperto un piccolo mondo vicinissimo al tran-tran di via Torino, ma lontano anni luce dalla Milano che avevo vissuto io fino a quel momento: mi trovavo in un quartiere gioiello, a due passi dalla Casa degli Atellani, un dedalo di viuzze che si congiungono in un solo punto e in cui, al tempo, convivevano botteghe di artigiani assieme a boutique interessantissime come Wait and See.

Mi sono sentita accolta e stupita, ho capito che la città andava conosciuta sbagliando strada, facendosi incuriosire dalla vetrina di un orafo che lavorava nel suo laboratorio a vista, lasciandosi tentare dal profumo di pane che volava attraverso la serranda semi abbassata di un forno. E finalmente ho scoperto la Milano che oggi e da molti anni chiamo casa.

Da allora le mie passeggiate del weekend sono diventate delle esplorazioni felici, alla conquista di piazzette semi sconosciute, botteghine in cui fare shopping d’autore, pasticcerie in cui rifugiarmi a fare merenda o colazione. Col tempo ho fatto tesoro di queste esperienze, tanto da diventare una specie di consulente per gli amici in cerca di consigli sulla città.

Solo un paio di anni dopo, la decisione mia e di Andrea (che nel frattempo avevo conosciuto) di aprire un blog che raccontasse quanto di bello ci fosse a Milano, un viaggio fatto di ricerca, di qualità di vita e di storie che meritavano spazio.

Era nato Pepite per Tutti.

Un viaggio attraverso persone da conoscere, a cui chiedere di raccontare i propri progetti, con tantissimo entusiasmo, qualche ingenuità e davvero moltissimo amore e dedizione, soprattutto in un’ epoca in cui i blog erano considerati hobby, non progetti di lavoro.

A distanza di otto anni le cose sono cambiate, i social media hanno giocato un ruolo fondamentale e Pepite è cresciuto diventando un contenitore che ha allargato lo sguardo oltre la città, raccontando di food experience, di trend e di viaggi attorno al Mondo, ma senza dimenticare i suoi primissimi passi alla scoperta della sua città d’appartenenza, Milano.

Tutto è iniziato con un imprevisto, con una strada sbagliata che ha spalancato le porte a qualcosa di più bello e più grande, un viaggio in cui io ho avuto la fortuna di mettermi in discussione, perdere e ritrovare me stessa, un po’ come succede a Ale, Davide e Fede in ‘Sbaglio strada e cambio vita, il primo branded podcast italiano di Verti Assicurazioni: un viaggio iniziato per sbaglio che condurrà i tre protagonisti, diversissimi tra di loro, a riscoprire sè stessi e a trovare una nuova amicizia.

Sei episodi settimanali disponibili QUI a partire dal 23 Maggio, narrati dalle voci del quartetto comico Amalgama che racconta di questo divertente viaggio on the road fatto d’imprevisti e nuove scoperte.

Perchè spesso per ritrovarsi, bisogna prima perdersi.

 

 

 

 

 

 

 

 

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