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QUI NATALE – PAIN PERDUE LIGHT (CON PANDORO)

Da piccoli, sotto le feste, la solita colazione con caffelatte e biscotti venivano sostituite con quella che vedeva la tazza del latte diventare la vasca pefetta di una bella fetta di pandoro morbido.

Quelle colazioni profumavano di festa e di zucchero a velo e ancora oggi ci coccolano in questi giorni di risvegli più lenti e colazioni da fare piacevolmente con calma.

PAiN PERDUE LIGHT

In collaborazione con Alpro abbiamo voluto ricreare i sapori piacevoli delle nostre colazioni dell’infanzia usando il pandoro come ingrediente di un pain perdue light, preparazione francese che usa solitamente il pane raffermo e lo rende golosissimo.

Noi lo abbiamo reso più leggero usando al posto del latte intero la bevanda all’avena Alpro, morbida e piacevolmente gustosa e abbiamo eliminato le uova.

Il risultato è un pain perdue perfetto e goloso ugualmente, profuma di buono e è perfetto per una colazione coccola davanti all’albero di Natale.

PAIN PERDUE LIGHT

Ingredienti (per una persona)

PAIN PERDUE LIGHT

Procedimento

Versate la bevanda all’avena Alpro in un piatto, aggiungete la cannella e mescolate bene.

Accendete il forno a 165 gradi.

Imburrate una teglia antiaderente con un quadratino di burro, immergete la fetta di pandoro nel latte e cannella una lato per volta,  attenzione a non inzupparle troppo, dovranno essere solo inumidite.

Mettete le fette di pandoro in forno, girandole di tanto in tanto fin quando non saranno dorate da entrambi i lati.

Disponetele su un piatto e servitele con sciroppo d’acero o miele e lamponi freschi.

PAIN PERDUE LIGHT

Valentina e Salvatore
Valentina e Salvatore

Lei bolognese con la s pronunciata, lui siciliano con una famiglia numerosa, lei ama cucinare dolci, lui crea primi piatti e secondi piatti anche con il frigorifero quasi vuoto, amano viaggiare, amano la natura e i suoi mille colori, amano la musica e le lunghe passeggiate insieme per le vie del centro, amano follemente i loro nipoti, appassionati di cucina quando cenano fuori sembrano due critici gastronomici, sperimentano e non esitano a sporcarsi le mani con impasti di ogni genere.

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