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QUI VIAGGI – ALTA VIA NELLE DOLOMITI BELLUNESI

QUI VIAGGI – ALTA VIA NELLE DOLOMITI BELLUNESI

Le vacanze estive del 2020 rimarranno nella memoria per i panorami ammirati durante il trek dell’Alta Via delle Dolomiti e per la volontà di distrarsi dal Covid e dal possibile ritorno delle misure di lockdown.

La scelta di un trekking in montagna – alta montagna! – è ideale… gli affollamenti sono rari e per fortuna nei rifugi spesso il telefono non prende, non c’è wifi e nemmeno la televisione… insomma si può staccare da un virus che ci insegue ormai mentalmente oltre che fisicamente.

Le Dolomiti sono l’accoglienza in montagna per eccellenza, standard qualitativi altissimi anche nei rifugi che accompagnano le numerose Alte Vie in quota e offrono servizi paragonabili a quelli degli hotel.

L’Alta Via n1 della Dolomiti parte da Braies e giunge a Belluno in 12 tappe che possono essere percorse singolarmente o accorpate (ho incontrato persone che l’hanno percorsa in 4 gg).

Essendo vacanze si è deciso di percorrere solo 3 tappe ufficiali nel Bellunese + 1 trekking iniziale per raggiungere l’inizio del cammino (circa 50 km con dislivelli giornalieri tra i 600 e 1800 metri), intorno ai Monti Civetta, Pramper e Moiazza.

1°giorno: da Milano al Rifugio Vazzoler (BL)

Saltando completamente l’itinerario stradale da Milano a Belluno, arriviamo subito a smarcare l’emblema di qualsiasi tour: dove parcheggiare l’auto. Vicino al punto di partenza, all’arrivo o a metà strada? Considerando che probabilmente all’arrivo si è più stremati che alla partenza si valuta di avvicinarsi il più possibile alla destinazione finale del trek, tenendo presente che comunque non è possibile parcheggiare in quota!!! Si sceglie la località La Muda in cui dovrebbe passare il mitico Dolomiti Bus che arriva a soli 3 km dall’imbocco del sentiero per salire fino al Rifugio Vazzoler…Ovviamente in teoria! In pratica il sabato la nostra corsa non viene effettuata!

Per evitare di percorrere la Statale a piedi si ricorre all’autostop e si rimedia un breve passaggio – fino all’inizio del traffico, perché poi “fate prima a piedi!” – da un simpatico indigeno che ci illumina sulla presenza della ferrovia e delle miniere di ferro fino agli anni’60 circa.

Si imbocca finalmente il sentiero in salita che ci fa passare da 600 a 1200 metri di altitudine fino al Rifugio Capanna Trieste sull’asfalto rovente. Dopo un riposino nell’erba e del cibo nello stomaco (ovviamente con una porzione di Strudel!) si riparte su una mulattiera ripidissima che si trasforma in sentiero 555 e arriva fino ai 1700 metri in cui ci attende il Rifugio Vazzoler. Il rifugio è ruspante, spartano, ma pulito con un servizio essenziale e una vista mozzafiato sul gruppo del Civetta. Il letto a castello è rosso, con camerate da servizio militare, lo spazio necessario a stendere il sacco a pelo e crollare in un sonno profondo (non c’è scampo: alle 22:00 il rifugio viene chiuso a chiave e si rimane al buio!!)

2° giorno: Alta Via n1 – VIII tappa – Dal Rifugio Vazzoler al Rifugio Carestiato

La giornata inizia lentamente, con una colazione non troppo soddisfacente, ma tanta voglia di percorrere i sentieri (555 + 554) che conducono al prossimo rifugio! Può sembrare strano, ma il tour sulle Dolomiti si trasforma presto anche in un tour enogastronomico!

La tappa non dovrebbe essere complessa, ma il caldo, il dislivello, l’attraversamento di un crinale ghiacciato e di numerose pietraie ci strema velocemente. Si attraversano prima la Forcella Col de l’Orso, 1700 m circa e dopo una banca erbosa si prosegue a ridosso delle rocce giungendo alla Forcella del Camp, 1933… Ormai è chiaro che ogni Forcella equivale a salite e discese senza pietà.

Le pause ad ammirare i panorami aiutano la motivazione, ma il rifugio, che vediamo in lontananza e non raggiungiamo mai (sembra proprio che si sposti!) mette a dura prova la pazienza, la fame e la sete!.In teoria la tappa è di 8 km con un tempo stimato di 4 ore (+550, -430 di dislivello), per fortuna l’ultimo chilometro è in piano: sono passate quasi 5 ore ed il caldo diventa insopportabile…

Il rifugio Carestiato sembra uno chalet, curato, romantico con i bagni comuni con docce “private” e letti a castello robusti! La cucina è deliziosa, il goulash è strepitoso! Non lasciatevi ingannare dall’odore della “stanza delle scarpe” all’ingresso…posso testimoniare che “Abbiate ogni speranza Voi ch’entrate!”

Il pomeriggio si passeggia fino a Passo Duran in compagnia di escursionisti improbabili e la sera comincia il temporale perfetto per apprezzare il tepore della nostra dimora.

3° giorno: Alta Via n1 – IX tappa – Dal Rifugio Carestiato al Rifugio Sommariva (variante Malga Pramper)

Si decide di partire presto perchè la tappa è piuttosto lunga – quasi 16 km – e si spera ancora di trovare posto al Rifugio Sommariva, così da non dover scendere fino alla Malga Pramper! La primissima parte della tappa fino al passo Duran la conosciamo già, ma la luce del mattino le dona una vista diversa! Giunti sulla statale imbocchiamo dopo poco un sentiero (543) che definirei “verticale” per la quantità di scalini creati dalle radici degli alberi: l’ingegneria naturale non ha rivali! Si sale nei boschi fatati fino alla Forcella Moschesin e poi si comincia a scendere nuovamente accompagnati da panorami incredibili e fiori che donano un tocco di romanticità alla stanchezza.

Ormai si è abbastanza convinti che i tempi indicati sui cartelli a fianco delle destinazioni siano stati messi da sadici montanari che, pensando di motivare i meno esperti, finiscono per abbattere l’autostima dei normali escursionisti. Il Rifugio Sommariva si conferma pieno per la notte, e dopo un’abbondante minestrone si riprende il cammino.

Lo zaino sulle spalle comincia davvero ad essere insopportabile. Si definiscono tutti i contenuti inutili e pesanti all’interno – 3 piles per 4 giorni?, 2 asciugamani? – pensando di gettarli nell’immediato, ma si resiste. Le ginocchia sono a dura prova: si scende a 1500 metri (e domani mattina dovremo risalire!) e si incontrano cartelli con tempistiche sconcertanti su cui viene esplicitato a penna “Non Credeteci!”.

Della Malga Pramper ci si innamora subito: un grande prato con un dondolo per riposarsi, i tavolini e le panche, la stalla e le galline che girovagano, una famiglia accogliente che ti dà il benvenuto…

Cena deliziosa, ovviamente a base di formaggi, polenta (assaggiate il loro tipico e superlativo Schiz) e ogni sorta di latticini super locali anche per i dolci: ricotta e yogurt con le marmellate fatte in casa! Ma il pezzo forte che avrei voluto davvero comprare è l’ECCEZIONALE GRAPPA DI LATTE. Che dire di più? dopo cena si va a nanna davvero con la gioia nel cuore…e nello stomaco!

4° giorno: Alta Via n1 – X tappa – Da Malga Pramper al Rifugio Pian De Fontana (a seguire Rifugio Bianchet e arrivo al parcheggio di La Muda)

Anche la colazione alla Malga è imperdibile: il burro sembra panna e le marmellate sono puro godimento… con la tristezza di dover lasciare la nostra dimora partiamo in salitissima verso il Rifugio Sommariva dal quale riprendiamo l’Alta Via (sentiero 514). Si ha la consapevolezza che dai 1500 metri della partenza si toccheranno i 2400 metri della Forcella Sud dei Van de Città per cui si tenta di mantenere alto l’umore per evitare lo sconforto precoce!

Mai lamentarsi nei posti più belli del mondo! Ahimè, la verità è che dopo 3 giorni intensi con lo zaino in spalla, le gambe e la schiena sono doloranti ed ogni passo ti ricorda che sei ancora giovane per essere un rottame! Poco alla volta, molto lentamente, si arriva ai duemila metri, si abbandonano i sentieri sui prati, e si attraversano delle conche di roccia e ghiaia bianche fino alla Forcella dalla quale si vede un panorama entusiasmante.

Chiunque vi giunga si sentirà ripagato della fatica compiuta!

La discesa fino al Rifugio Pian de Fontana ha dei tratti molto ripidi che si alternano a valli fioritissime. Bisogna mantenere un livello di attenzione altissimo per non rischiare di scivolare nei dirupi: si inciampa ogni 10 minuti (nel silenzio rimbomba il rumore dei sassi che rotolano, segue il classico urlo “tutto bene?” e si prosegue con i brividi).

Il Rifugio è splendido, forse l’unico vero rifugio in cui siamo stati, quasi irraggiungibile con un’escursione giornaliera, incavato tra i monti, i prati e i fiorellini montani… con migliaia di api al seguito!

Il prossimo step è raggiungere il Rifugio Bianchet a 1200 metri. Essendo a 1600 circa ci si aspetterebbe di continuare la discesa: invece no! Immancabile nuova salita, passaggio di forcella e poi si vede il Rifugio… si vede, sì, dall’alto, molto dall’alto, pensando ma come ci arrivo lì sotto? Il tempo successivo passa camminando per la gran parte in un fitto bosco che ormai nasconde la destinazione.

Ormai la disillusione regna sovrana: arriveremo chissà quando, stremati e incazzati per aver scelto di allungare tremendamente l’itinerario della tappa ufficiale dell’Alta Via.

Dal Rifugio Bianchet al Parcheggio si prende una mulattiera, e in un’ora si passa da 1200 a 700 metri, poi autostop di nuovo e miracolosamente un’auto ci raccoglie subito (probabilmente eravamo messi male!) e siamo alla macchina!

Davanti ad una birra e a tanta squisita porchetta si sorride stremati e felici, ma soprattutto orgogliosi di aver impresso nelle menti dei posti che meritano di essere visti almeno una volta nella vita.

Mappa – Itinerario

Consigli utili

Chi va spesso in montagna non ha certo bisogno delle seguenti indicazioni, ma meglio ribadirle per tutti.

Ricordiamoci che in quota bisogna sempre portare:

  • Crema solare con una protezione medio-alta
  • Tanta acqua (più dello standard che beviamo abitualmente) e qualche snack
  • Uno zaino proporzionato alle nostre dimensioni e alle nostre capacità fisiche
  • Soldi contanti perchè spesso i POS, laddove presenti, hanno una connessione instabile
  • Una busta per i rifiuti da riportare a valle!

Dove dormire e mangiare

I costi sono per il solo pernottamento di circa 30 euro, per la mezza pensione 60 euro.

Attenzione che spesso con la mezza pensione il menù non è opzionabile e non è molto “tipico”.

Bevete a volontà il vino rosso sfuso…si tratta di Sauvignon Cabernet di buona qualità (scende bene e non si ripropone!)

Rifugi

Malga

  • Pramper:  mangiate qualsiasi cosa propongano senza scoppiare…la genuinità in un sol boccone!
Luana
Luana

Luana 34 anni, milanese ma con il sangue meridionale.
Lunatica, a volte introversa, cerca nei viaggi il contatto con la natura e i paesaggi incontaminati. Vive le esperienze a 360 gradi, non facendo troppa attenzione ai dettagli organizzativi, puntando soprattutto alle emozioni. Non ama le vacanze, adora viaggiare con impegno e sudore.

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